Intermonte punta sul crowfunding

Strumento poco noto per aumentare la liquidità

Cinzia MeoniL'equity crowdfunding, a tre anni dal via, promette finalmente di ingranare la marcia. Di cosa si tratta? Il meccanismo è chiaro: le aziende che cercano capitali si rivolgono alla piazza di investitori potenziali e mettono in vendita parte delle loro quote al fine di raccogliere capitali da un alto numero di persone, aziende, organizzazioni che credono nella bontà del progetto. Ebbene, grazie alle novità legislative e regolamentari (su cui a giorni si attende il responso Consob) lo strumento dovrebbe essere alleggerito dagli eccessivi vincoli che finora ne hanno tarpato le ali. Tra le principali riforme in via di definizione c'è l'apertura dei mercati secondari alle azioni di startup e pmi innovative finanziate, appunto, da operazioni di equity crowdfunding, un percorso che, aumentando la liquidità del mercato, potrebbe costituire un polo di attrazione per un numero crescente di investitori. E Intermonte sim, tra i principali broker indipendenti di Piazza Affari, si sta preparando a cavalcare questa opportunità. «Saremo il primo intermediario in Italia ad applicare la normativa che favorisce la liquidità delle quote di startup e pmi innovative e, di conseguenza, crea le condizioni per la nascita di un mercato secondario», sostiene Fabrizio Barini, capo dello sviluppo del business del gruppo.I numeri finora sono modesti: le piattaforme operative (con una raccolta di successo in portafoglio) in Italia si fermano a sette e le operazioni di equity crowdfunding sono state, in questi tre anni, una dozzina in tutto, con una raccolta complessiva di poco più di 3,3 milioni che ha coinvolto 400 investitori circa. Finora, in effetti, il crowdfunding ha vissuto più di leggendarie operazioni di marketing on line che non di concreta realtà. Ma il potenziale non manca e proprio l'apertura del settore al mercato secondario aumenterà, secondo gli esperti di mercato, il sex appeal dell'equity crowdfunding nei confronti di tutti quegli investitori in cerca di soluzioni ad alto potenziale di profitto nel tempo (a cui evidentemente, corrisponde un rischio altrettanto elevato). Non è un caso che l'americano SecondMarket, principale mercato secondario di azioni di società non quotate, con transazioni pari a 1,6 miliardi di dollari e una crescita annua del 33%, sia stato acquisito proprio lo scorso ottobre dal Nasdaq.