Intesa accelera in Asia e ora fa rotta sull'Australia

Avamposto per gli investimenti delle imprese, punta al project financing nelle infrastrutture

Intesa Sanpaolo, in linea con gli obiettivi del piano industriale presentato a febbraio che non prevede acquisizioni in Italia e all'estero, sta valutando il rafforzamento della propria presenza in specifiche aree del mondo. Tra queste anche l'Australia, dove attualmente la banca è presente con l'ufficio di rappresentanza di Sydney.

«Si tratta di un mercato maturo e sotto un sistema di legge anglosassone che dà la certezza del diritto», spiega Alessandro Vitale, responsabile dell'hub di Hong Kong. Ed è anche una delle economie che sta investendo di più con il project financing, cui il gruppo guarda con attenzione sostenendo le grandi imprese italiane schierate in prima linea. Gli istituti di credito possono finanziare i progetti e ottenere poi la remunerazione del capitale investito dal quinto anno in avanti. Come è avvenuto per l'Evolution Rail di Melbourne, una ferrovia ad alta capacità che vale 2 miliardi di dollari, la cui realizzazione è stata finanziata da un pool di banche di cui fa parte anche l'istituto guidato da Carlo Messina.

A fare da ponte è l'Oriente che per Intesa è strategico: «Si calcola che entro il 2030 sull'Asia si riverseranno 26 trilioni di dollari di investimenti in infrastrutture tra strade e autostrade, aeroporti, porti e impianti di energia», spiega Gianluca Cugno, responsabile della direzione internazionale della divisione Corporate & Investment Banking, guidata da Mauro Micillo. La direzione gestisce le attività delle filiali estere e degli hub (ovvero New York, Dubai, Londra e Hong Kong), degli uffici di rappresentanza e sovraintende alla gestione delle banche estere controllate. La presenza di Intesa in Cina risale al 1976 con l'apertura a Hong Kong dell'Ufficio di rappresentanza del Banco Ambrosiano, il primo fra gli istituti di credito italiani a mettere piede in Asia. Nel 1979 venne aperto a Hong Kong anche l'ufficio di rappresentanza della Banca Commerciale Italiana, che nel 1981 inaugurò a Pechino un altro ufficio con le stesse funzioni. L'hub di Hong Kong sovrintende anche le filiali a Singapore, Shanghai e Tokyo, e coordina gli uffici di rappresentanza a Pechino, Ho Chi Minh City, Seoul, Jakarta, Mumbai e Sydney.

Non tutti i mercati, però, sono uguali: in Indonesia c'è un tasso di crescita del 5% annuo, 250 milioni di abitanti e un sistema strutturale in espansione. Più difficili i Paesi come Filippine, Thailandia e Giappone, dove le banche nazionali sono fortissime. Va inoltre tenuto conto della concorrenza che si stanno facendo le piazze finanziarie di Hong Kong - considerata dalle aziende la porta di ingresso per la Cina - e Singapore.