Intesa, Bazoli passa la presidenza a Gros Pietro

Il peso del mercato arriva al 40%, promossa la gestione dell'ad Messina

Paolo Stefanato

Una delle eredità che Giovanni Bazoli lascia alla «sua» Intesa Sanpaolo - di cui da ieri non è più presidente del consiglio di sorveglianza - è il nuovo meccanismo statutario che ha sostituito il sistema duale, archiviato dopo otto anni. Ieri le nuove regole sono state sottoposte alla prova dell'assemblea, e hanno dimostrato, nella sostanza, la forza degli azionisti storici della banca (che pesano per il 23-24%) e il costruttivo rapporto di fiducia con il sistema degli investitori istituzionali (presenti con circa il 40%). Le regole della nuova governance oggi sono più complesse rispetto al passato: alla lista di maggioranza vengono attribuiti 14 dei 19 consiglieri, a quella di minoranza 5, di cui due facenti parte del Comitato di controllo, compreso il suo presidente: lo scopo è di dare un equilibrio e uno stimolo alla gestione, con il Comitato che è un nuovo collegio sindacale, ma con maggiori poteri. Il suo presidente, dunque, è una nuova figura di peso della banca. Ebbene, ieri i fondi hanno votato solo per due terzi per la lista Assogestioni, mentre un terzo dei voti è andato alla lista di maggioranza. Un voto di apprezzamento per la gestione di Carlo Messina e la composizione del consiglio. Ma anche voto tecnico, perché solo così la maggioranza ha potuto vincere, ottenere i suoi 14 posti e nominare Gian Maria Gros Pietro alla presidenza. Mentre i fondi, arrivati secondi, avranno il presidente del Comitato di controllo, Marco Mangiagalli. Alchimie che stanno a dimostrare il buon feeling creato al vertice dall'ad Carlo Messina. Gian Maria Gros-Pietro, finora presidente del consiglio di gestione, è stato eletto presidente.

Giovanni Bazoli, nominato presidente emerito per i prossimi tre anni, ha pronunciato un discorso asciutto ma ricco di contenuti su un'esperienza più che trentennale, coronata dal successo di aver creato quella che oggi è la prima banca italiana, terza in area euro per capitalizzazione. Bazoli ha fatto riferimenti all'attualità; il salvataggio dei risparmiatori coinvolti negli ultimi crac bancari ha ricordato il benefico utilizzo dei warrant in occasione del crollo dell'Ambrosiano: riuscì a lenire molte perdite. Quanto ad Atlante, ha rimarcato il senso di responsabilità di Intesa in presenza di situazioni «a rischio sistemico».