Intesa e Unicredit alla prova dei conti

Martedì Ca de' Sass svela il nuovo piano. Occhi sul Creval

Tra poco meno di una settimana il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, tornerà sul palco del Forex. E lo farà in certo in un ambiente ormai «sminato» dal punto di vista del pericolo di una crisi sistemica, ma ancora incandescente quanto al problema del cosiddetto «risparmio tradito»: ieri, mentre il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan rivendicava di aver rimesso in carreggiata Monte Paschi con «la massima protezione per i risparmiatori e i lavoratori», si concludeva l'udienza preliminare sul crac dell'ex Banca Popolare di Vicenza, le cui attività in bonis sono finite insieme a quelle di Veneto Banca nella pancia di Intesa per un euro. Lo stesso Mps peraltro è ad oggi di fatto in mano allo Stato e quindi alla ricerca di un compratore.

Tornando al Forex, Visco prenderà la parola sabato prossimo presso il Cattolica Center di Verona: ad ascoltarlo, quest'anno ad ospitare l'incontro è il Banco Popolare, ci sarà il gotha del credito italiano e gli analisti finanziari, oltre allo stesso Padoan.

Già da domani mattina comunque si potrà saggiare la reazione della Borsa alle posizioni al ribasso aperte dai fondi hedge, Bridgewater in testa, su alcune banche italiane. Senza contare l'incognita legata ai tempi di attuazione dell'addendum con cui la Vigilanza Unica di Daniel Nouy vuole dare una decisa stretta alla gestione delle «nuove» sofferenze dei grandi istituti di credito europei.

Ecco perché assume un sapore quasi «sistemico» lo stesso piano industriale che l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, presenterà martedì alla comunità finanziaria, insieme ai conti del 2017. Piano da cui è atteso sia una forte sforbiciata agli npl sia un chiaro percorso di sviluppo anche all'estero: Ca de' Sass (-0,7% a 3,1 euro la chiusura del titolo venerdì in Borsa, dove la performance annua resta prossima a +42%) ha puntato gli occhi sulla Cina. Quarantotto ore dopo, giovedì, sarà invece l'ad di Unicredit (-1,13% a 17,57 euro la chiusura di venerdì per un rally annuo del 31,8%) Jean Pierre Mustier a illustrare i conti: il consensus stima un 523 milioni di utili nel quarto trimestre. Completano il quadro i conti del Credito Valtellinese, l'ultima a dover ricapitalizzare dopo Carige: l'aumento da 700 milioni dell'ex popolare valtellinese (-2,3% a 10,69 euro venerdì per un tonfo annuo del 78%) dovrebbe scattare il 19 febbraio.