Intesa in Palladio col 9% Diventa il secondo socio

Intesa Sanpaolo entra nel capitale di Palladio Finanziaria rilevando dai suoi azionisti il 9%, una quota doppia rispetto a quanto preventivato l'estate scorsa quando era stato raggiunto un primo accordo. Il valore dell'operazione, che gli interessati non hanno per ora voluto comunicare, potrebbe essere nell'ordine dei 50-60 milioni. Un uomo indicato da Intesa dovrebbe entrare nel cda di Palladio.
In seguito all'operazione, Pfh1 (la holding che fa capo a Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago insieme con il management del gruppo) scende dal 55 al 50,5% di Palladio, mantenendo dunque la maggioranza. Intesa diventa il secondo socio. Gli altri azionisti rilevanti Veneto Banca e Banco Popolare limano le loro quote.
Negli ultimi 5 mesi gli uomini di Intesa e quelli di Palladio hanno lavorato alla due diligence e in questi giorni sono arrivati al closing dell'operazione. Ma con la novità della quota maggiorata, frutto della valutazione finale degli asset e di un incremento rispetto alle ipotesi formulate in partenza, che rendono l'alleanza tra la banca ora affidata all'ad Carlo Messina e la finanziaria guidata da Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago più rilevante. Anche perché Intesa è già presente nel «mondo» Palladio con un investimento di 60 milioni nel private equity Vei Capital, mentre è anche azionista del leader delle matite Fila, dove la stessa Vei Capital è da poco entrata con un impegno di 18 milioni finalizzato alla quotazione in Borsa.
È significativo che l'operazione, nata nell'era di Enrico Cucchiani al vertice di Intesa, si chiuda ora sotto la nuova guida di Carlo Messina, segno che i rapporti tra i «veneti» e la banca milanese hanno radici robuste. Il che poteva anche non sembrare scontato o creare tensioni dopo le forti contrapposizioni generate dall'offerta presentata, l'anno scorso, da Palladio per Fonsai in concorrenza con quella di Unipol appoggiata da Mediobanca. Una situazione che ha creato qualche imbarazzo nelle Generali, dove Palladio è azionista al 2,1%. Non senza strascichi e polemiche anche recenti. Con questa operazione si chiude forse anche questa storia. O comunque si stemperano le tensioni. Anche perché, nel frattempo, Messina è uscito dalle Generali dove Intesa aveva l'1,3%; mentre Palladio, approfittando della ripresa di valore, ha liquidato la sua quota del 3% di Fonsai.