Intesa Sanpaolo regala a Torino il grattacielo della «sua» banca

TorinoaSe è vero, come tante volte è stato detto, che la fusione di tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi, varata nel 2007, ha collocato il baricentro del gruppo a Milano, da ieri la prima banca italiana e quarta in Europa è un po' più torinese: dopo cinque anni di cantiere è stata inaugurata la nuova sede nel capoluogo piemontese, un grattacielo di 44 piani (di cui 38 fuori terra, 27 di uffici) firmato da Renzo Piano nel quale lavoreranno 2mila persone. L'edificio è stato voluto dal San Paolo ante-fusione e strenuamente sostenuto, al momento degli accordi, dall'allora presidente di Sanpaolo Imi, Enrico Salza; oggi il colossale investimento - 500milioni di euro - conferma e valorizza le radici torinesi e quasi controbilancia il potere milanese.

Il grattacielo - 166,26 metri di altezza, pochi centimetri meno della Mole Antonelliana - è situato in prossimità della stazione di Porta Susa e intende dialogare con la città ed esserne un simbolo: il piano terra è aperto, i piani fino al sesto sono pubblici, con un auditorium al servizio di Torino (qui il 27 aprile si terrà l'assemblea degli azionisti); ai piani più alti sono collocati una scuola business, una sala per esposizioni, delle terrazze panoramiche, e un ristorante reso più originale da alberi e piante di una serra «bioclimatica».

L'elemento ispiratore dell'architettura è stata l'«intelligenza energetica» che, come ha detto Piano, «è diventata chiave espressiva, linguaggio». L'edificio respira grazie a una «doppia pelle» di cristallo, che lo protegge dal caldo o dal freddo, secondo le stagioni; non ha le torri di raffreddamento sul tetto, ma nove pozzi che affondano nella falda freatica per catturare l'energia geotermica; la facciata meridionale è coperta da un campo fotovoltaico di 1.600 mq; l'illuminazione è comandata da un sistema di computer che accede le luci mano a mano che sfuma quella naturale. Piano lo ha definito un edificio profondamente contemporaneo, che usa l'intelligenza energetica per dare benessere, una «macchina gentile» dovuta anche alla lungimiranza di un «cliente coraggioso, come non se ne trovano dappertutto». Un grattacielo che secondo il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, «è il simbolo stesso del nostro essere banca». L'iter complessivo del progetto ha coperto l'arco di 10 anni, con gli ultimi 5 di lavori; l'impresa costruttrice è la Rizzani De Eccher di Udine.