Investimenti cinesi in America: Trump pronto a imporre restrizioni

Stati Uniti sempre più intenzionati a prolungare il conflitto commerciale con Pechino. Il Dipartimento del Tesoro Usa avrebbe infatti elaborato un pacchetto di contromisure intese a limitare gli investimenti cinesi in America. Tali restrizioni sarebbero giustificate da esigenze di sicurezza nazionale

Investimenti cinesi in America nel mirino dell’Amministrazione Trump. Il Dipartimento del Tesoro Usa avrebbe infatti elaborato un pacchetto di contromisure dirette a contrastare l’avanzata di Pechino nell’economia “a stelle e strisce”. La bozza del provvedimento elencherebbe diverse compagnie statunitensi da difendere contro eventuali acquisizioni da parte di operatori orientali. Alla base delle probabili restrizioni vi sarebbero motivi di sicurezza nazionale.

Steven Mnuchin, Segretario al Tesoro, annuncerà i dettagli del piano il 29 giugno prossimo. Tuttavia, secondo le prime indiscrezioni, il Governo federale mirerebbe a proteggere le aziende attive nella robotica, nell’aerospazio e nello sviluppo di veicoli elettrici. La presenza del gigante asiatico nei settori suindicati verrebbe considerato dall’Amministrazione Trump come una seria minaccia all’indipendenza economica del Paese. Il “rapporto-Mnuchin”, inoltre, evidenzierebbe la pericolosità dell’ingresso di Pechino nel capitale di società che forniscono armamenti al Dipartimento della Difesa. Una volta approvate le misure sostenute dal Segretario al Tesoro, le autorità Usa avrebbero un forte potere di interdizione nei confronti degli investimenti cinesi. La Casa Bianca, infatti, potrebbe comminare, in maniera pienamente discrezionale, dure sanzioni a carico dei soggetti economici orientali intenzionati ad acquisire stabilimenti e know-how cruciali per la sicurezza della nazione. Il Presidente Trump avrebbe già espresso parere favorevole sul testo in questione. Il via-libero definitivo alla bozza e la conseguente applicazione delle contromisure spetteranno al Comitato per gli Investimenti Esteri negli Stati Uniti.

Nessuna precisazione sul contenuto del “rapporto-Mnuchin” è stata fornita dallo staff del tycoon. Tuttavia, le prime indiscrezioni sulla bozza hanno già provocato un deprezzamento degli indici delle Borse asiatiche. Il Ministero del Commercio di Pechino non ha, per il momento, rilasciato dichiarazioni sulla linea dura adottata da Washington. Dopo i dazi sulle importazioni, le restrizioni agli investimenti cinesi in America segnerebbero una nuova fase della guerra commerciale in corso tra le due potenze. Proprio Mnuchin, il sostenitore di tali restrizioni, era stato finora considerato da Trump troppo moderato nei confronti dei governanti orientali. Il Segretario al Tesoro avrebbe cambiato atteggiamento dal dicembre dell’anno scorso, ossia da quando ha iniziato a elaborare il contenuto del rapporto oggi sottoposto all’attenzione del Presidente. Quest’ultimo, recentemente, aveva ribadito la necessità di rispondere con “corpi contundenti” alle ingerenze della Cina nell’economia statunitense. I provvedimenti prospettati dal Segretario sarebbero i “corpi contundenti” auspicati dal tycoon.