Italia, sempre meno credito alle imprese: persi 21,5 miliardi

Secondo una ricerca confidi Fedart dal 2010 il settore ha perso il 41% dei finanziamenti

Nel primo semestre 2019 il trend parla di meno 21,5 miliardi di credito erogato alle imprese rispetto allo stesso periodo del 2018.

È quanto emerge della 23a ricerca Fedart Confidi, che fotografa il ruolo della garanzia in Italia e i trend in corso. Secondo i confidi di Cna, Confartigianato e Casartigiani associazioni datoriali che evidenziano un credit crunch per le imprese fino a 10 addetti che potrebbe avere degli effetti estremamente negativi per l'economia italiana nel lungo periodo.

Il credito totale alle imprese nel 2019 è stato di 722,7 contro i 744,2 miliardi di euro del 2018. Se si guarda al solo comparto artigiano la situazione risulta ancora più grave con una curva decrescete di 1,8 miliardi di euro in meno. Lo stock di finanziamenti garantito dai Confidi italiani si è ridotto dei due terzi in 8 anni e nell'ultimo anno è passato da 20 a 17 miliardi di euro. Nello specifico di finanziamenti garantiti in essere si colloca poco al di sotto di 10 miliardi di euro, mentre quelli intermediati nell'anno raggiungono quasi i 3,5 miliardi di euro. Lo stock di garanzie in essere a favore delle 675.000 imprese socie ammontano a 4,8 miliardi di euro e 1,7 miliardi di euro sono quelle erogate nell'anno. Da una prima analisi dei dati emerge innanzitutto una significativa flessione del numero di operazioni e del volume di finanziamenti in controgaranzia, che si sono ridotti di circa un terzo, il doppio della garanzia diretta, e anche l'operatività a rischio tripartito presenta ancora delle criticità.

Come spiegano da Fedart Fidi "il credito all'artigianato cresce meno velocemente e diminuisce più rapidamente di quello al totale delle imprese". "La nostra prima istanza attiene alla reputazione che il sistema deve recuperare nei confronti di tutti gli stakeholder. La sempre più difficile relazione con il sistema bancario, la complessità dell'interlocuzione con le Istituzioni testimoniano una diffusa perdita di credibilità dei Confidi", commenta Giacomo Cioni, presidente di Fedart Fidi, che prosegue:"Fedart si propone pertanto di agire immediatamente e con forza affinché gli stakeholder tornino a percepire positivamente i Confidi e a valorizzarne il ruolo di partner delle imprese, identificandolo come quel soggetto che le affianca e le supporta nella relazione con il mondo bancario".

In sostanza, per Fedart occorre arrestare il prosieguo della divaricazione con troppo credito a poche imprese che non ne avrebbero bisogno e credito insufficiente alle Pmi, per loro invece indispensabile per operare.