Iveco riparte anche con la firma Fiom

Accordo per il ritorno al lavoro di 650 persone alla produzione del Daily, rimpatriata dalla Spagna

BresciaNell'impianto Iveco di Brescia dove si produce il camion di taglia media Eurocargo, alla quarta generazione con 11mila varianti, si è compiuto un mezzo miracolo, specialmente per il mondo Exor-Fca-Cnh: per una volta la Fiom ha firmato, insieme a Fim, Uilm e Fismic, l'accordo grazie al quale 850 lavoratori, il cui contratto di solidarietà scadeva il 21 agosto dopo quattro anni, riprenderanno gradualmente l'attività.

La fabbrica lombarda, insieme alle altre di Iveco (Suzzara, nel Mantovano, e Piacenza), ha da poco aperto un nuovo capitolo. Con il piano di riorganizzazione varato da Cnh Industrial (la società “non auto“ controllata da Exor e cugina di Fiat-Chrysler) e dopo l'intesa siglata, 650 degli 850 lavoratori considerati in esubero saranno impiegati a Suzzara sulle linee del Daily, la cui produzione è stata ricollocata in Italia da Valladolid, in Spagna. Il trasferimento degli addetti sarà completato entro il 2016 e, fino ad allora, una parte beneficerà della cassa integrazione straordinaria. Gli altri 200 rimangono invece a Brescia per occuparsi del minibus su base Daily. La nuova mission dell'impianto spagnolo si chiama invece Stralis, «gigante» della gamma.

Al tavolo della trattativa l'azienda ha messo sul piatto due tipi di bonus, per agevolare il pendolarismo con Suzzara (a circa 50 chilometri) oppure i trasferimenti: 20mila euro lordi e tre mesi di viaggi rimborsati o due anni di affitto dell'appartamento pagati. A convincere i sindacati anche l'investimento di 30 milioni per produrre il nuovo Eurocargo, ora più adatto ai percorsi in città, con soluzioni innovative contro le emissioni, maggiori prestazioni e al passo con le ultime tecnologie telematiche.

«La Fiom ha preso atto di un piano serio e chiaro, la trattativa è stata rapida», precisano in azienda. E così il sindacato di Maurizio Landini, al contrario di quanto avviene a ogni negoziato con Fca, ha dato il suo contributo fattivo alla chiusura dell'intesa. «C'è stato un tavolo - dicono laconicamente in casa Fiom - e abbiamo trovato un punto d'incontro con l'azienda nell'interesse dei lavoratori. Se ci sono le condizioni, gli accordi si fanno». Così l'Eurocargo può ripartire, con l'obiettivo di riguadagnare il terreno perduto a causa della lunga crisi e mantenere la leadership europea nel segmento dei «medi» (31,7% di quota), con benefici per tutto l'indotto bresciano.

Il settore dei camion, dai veicoli commerciali a quelli pesanti, è in ripresa. «Negli ultimi quattro trimestri - spiega Pierre Lahutte, presidente di Iveco - siamo tornati a guadagnare, e nel secondo trimestre di quest'anno abbiamo registrato 67 milioni di dollari di utile operativo (rosso di 21 milioni nel trimestre analogo del 2014, ndr ), salendo anche come quota mercato in Europa: 11,7%». «Nel 2006 si producevano 24mila Eurocargo», ricorda Jesus Chavida, a capo del «medi» di Iveco, e ora l'obiettivo è di 15mila unità. A rendere difficile la situazione, oltre alla crisi che ha investito l'intero settore, sono state anche alcune normative varate in Germania, primo mercato per i «medi» davanti a Regno Unito e Francia, relative al pedaggio in base al peso in tonnellate dei veicoli. Da qui la necessità di riadattare la gamma.