Il Kuwait issa le vele dei "dhow" su Expo 2015

Presentato il padiglione: acqua e deserto, la sfida del cibo e delle coltivazioni fra tradizione, tecnologia e scienza. Il racconto di un Paese impegnato nello sviluppo in campo energetico per applicare soluzioni non convenzionali nella produzione di alimenti e rendere la terra più fertile

L'acqua potabile come elemento prezioso, risorsa del vivere fra deserto, sole e mare. Così, con i suoi elementi naturali, il padiglione del Kuwait a Expo 2015 racconterà come i kuwaitiani stiano usando l'istruzione, la tecnologia e la ricerca scientifica per trasformare il deserto in un luogo abitabile, dove costruire una società dinamica.

Concept di sicura presa per raccontare il mix di tradizione culturale e di modernità scientifica sul quale si è sviluppata la società kuwaitiana contemporanea, modellando l'aspetto del padiglione sul profilo delle vele "kuwaitiane" delle imbarcazioni tradizionali, i Dhow ancora in uso nelle acque del Golfo arabico e sulla superficie delle serre e dei sistemi agricoli idroponici del Paese.

Il padiglione del Kuwait, il cui cantiere sarà aperto, in base al cronoprogramma stabilito dal comitato organizzativo di Expo, a giugno, occuperà un lotto di 2.790 mq a nord del Decumano nella parte orientale del sito espositivo, a breve distanza dall'intersezione con il Cardo. Una volta a regime, impiegherà circa 300 persone.

Il commissario generale all'evento del Kuwait, Salah Mansour Al-Mubaraki, ha spiegato che il tema scelto per la manifestazione "costituisce un'esperienza appassionante per il Kuwait da tempo impegnato nello sviluppo delle migliori pratiche in campo energetico per applicare soluzioni non convenzionali nella produzione di alimenti e lasciare alle generazioni future una terra più fertile".

Salah Mansour Al-Mubaraki ha aggiunto: "Siamo impazienti di poter prendere parte al grande appuntamento di Expo Milano 2015. Il tema "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" si adatta perfettamente alla grande cultura del cibo e dell'agroalimentare che l'Italia esprime, ma costituisce un'esperienza appassionante anche per il Kuwait che è da tempo impegnato nello sviluppo delle migliori pratiche in campo energetico per applicare soluzioni non convenzionali nella produzione di alimenti e lasciare alle generazioni future una terra più fertile".

"La disponibilità di cibo prodotto in modo sostenibile e accessibile, in quantità sufficiente per tutti, rappresenta una sfida che coinvolge l'intera umanità e il Kuwait intende fare la sua parte nell'offrire idee e soluzioni in linea con gli ideali che animano questa grande esposizione universale - ha continuato il Commisario generale -. Confidiamo che la nostra partecipazione all'Expo costituisca solo una tappa nel rapporto di amicizia e cooperazione sempre più stretto che ci lega all'Italia, Paese dotato di grandi tradizioni, cultura e fascino. Ci fa quindi particolarmente piacere che il padiglione del Kuwait a Expo 2015 sia progettato da un team di architetti e costruito da un'azienda italiani".

La realizzazione del progetto è stata infatti affidata a Nussli Italia che si è avvalsa del contributo dello Studio Italo Rota per l'ideazione architettonica e il design della struttura.

"Nell'intraprendere la progettazione di questo padiglione - ha detto Emanuele Rossetti, direttore di Nussli Italia - abbiamo voluto introdurre già nel profilo architettonico elementi che sottolineassero il grande contributo in termini di conoscenze che il Kuwait è in grado di offrire all'Expo di Milano. Il padiglione offre ai visitatori un'esperienza affascinante e ricca di momenti interattivi per scoprire come dalla ricombinazione degli elementi naturali permessa dalle moderne tecnologie sia possibile generare la vita in luoghi inaspettati e creare le condizioni perché una società mantenga viva la propria cultura adottando un approccio aperto e fiducioso verso il mondo".

Tre i passaggi del percorso espositivo nel padiglione illustrati da Rossetti: la presentazione del territorio del Kuwait e delle sue difficili caratteristiche climatiche, uno sguardo sulle soluzioni tecnologiche, educative e di ricerca che stanno rimodellando questo ambiente, l'incontro con la calda ospitalità e la ricchezza culturale della società kuwaitiana.