La7 raddoppia le perdite E Stella fa «mea culpa»

Mentana fa audience con il suo telegiornale snello e informato, ma i conti languono. A «La7» insomma gli ascolti vanno bene, ma i maggiori investimenti pesano sui risultati. Così le perdite dei primi sei mesi sono raddoppiate rispetto al primo semestre 2011, passando da 16,5 a 35 milioni di euro. Un brutto colpo per chi è interessato all'acquisto dell'emittente messa in vendita da Telecom Italia che comunque stenta a trovare veri compratori pronti a farsene carico. In conference call con gli analisti, l'ex ad Giovanni Stella, oggi vicepresidente, si è detto rammaricato e dispiaciuto per i conti presentati. Stella, con la consueta schiettezza, si è preso tutte le responsabilità.
«Si tratta di numeri che - ha sottolineato - derivano da un atteggiamento coraggioso e aggressivo. Credo che nel secondo semestre avremo un miglioramento, anche se non recupereremo tutti gli eventi negativi del primo. Nel 2013 riprenderemo però il cammino virtuoso iniziato nel 2011». L'aumento della raccolta pubblicitaria insomma non basta a coprire i maggiori costi sopportati per migliorare il palinsesto televisivo. Sui conti pesa anche la ristrutturazione in corso a Mtv e il potenziamento della rete trasmissiva dopo il passaggio al digitale terrestre. E anche se i ricavi sono in leggera crescita a 119,4 milioni (+1%) l'ebit è negativo per 45,8 milioni (-20,3 milioni nel 2011). Anche il debito è salito è salito a 201 dai 138,7 milioni di euro di fine 2011 a causa del fabbisogno per gli investimenti e al risultato della gestione operativa. Quanto alla vendita della società, che dipende ovviamente dalla controllante Telecom Italia, Stella ha detto che «entro una decina di giorni sarà mandata una informativa a coloro che hanno già manifestato interesse». Tra le buone notizie oltre all'aumento della pubblicità (+13,6%) e dell'audience 3,5% per «La7» e 0,35% per La7D, c'è anche la piena occupazione di tutti i canali di TiMedia Broadcasting, che potrebbe essere venduta separata da La7, compresi quelli lasciati liberi dall'ex-emittente sportiva ora chiusa, Dahlia Tv.