L'ad Del Fante punta sulla diversificazione delle attività. Confermato il dividendo

La nuova Terna di Matteo Del Fante alza la posta e punta 3,9 miliardi al 2019 (dai 3,6 miliardi del precedente piano). Investimenti con i quali il nuovo amministratore delegato - che da maggio 2014 ha preso le redini dell'azienda che controlla la rete elettrica nazionale dopo la lunga gestione di Flavio Cattaneo (nove anni) - tenterà di trasformare il gruppo in un'ottica più europea. Un cambio di orizzonti iniziato ieri con la presentazione, per la prima volta da Londra, del business plan quinquennale.

Il piano si snoda lungo la direttrice di uno sviluppo extra nazionale con un occhio di riguardo a nuovi business non regolati. Un passaggio obbligato man mano che la ristrutturazione della rete elettrica nazionale si compone come un puzzle. Prevedendo, infatti, che i ricavi derivanti da quest'attività (regolata dall'Autorità) vadano fisiologicamente diminuendo (una revisione è prevista inoltre nel 2016), Del Fante ha messo gli occhi su nuovi progetti che possano assicurare un ulteriore ritorno e supportare la politica di dividendi nel lungo periodo: reti elettriche private, l'affitto agli operatori tlc del passaggio delle fibre ottiche lungo le linee elettriche, impianti green .

Quanto al business più tradizionale, il primo obiettivo del gruppo è acquisire i 9mila chilometri della rete elettrica delle Ferrovie dello Stato. «Sarebbe - ha detto Del Fante - un'operazione che avrebbe veramente senso per il sistema. L'intero processo è in mano all'Authority che sta valutando il valore della rete per quantificare la rab (il ritorno sugli investimenti ndr ), a quel punto, saremo pronti per subentrare». In Italia, sarà poi conclusa la connessione sottomarina tra Calabria e Sicilia, gli elettrodotti ad altissima tensione «Udine-Redipuglia», in Friuli Venezia Giulia e «Villanova-Gissi», in Abruzzo. Fuori dai confini nazionali, in vista del mercato unico europeo dell'energia, Terna realizzerà linee elettriche di collegamento (interconnector) che porteranno energia alle imprese energivore. Dalla connessione Italia-Francia, al raddoppio della linea in costruzione tra Italia e Montenegro. Seguendo questa linea di sviluppo, Terna conta di chiudere il 2015 con ricavi oltre 2 miliardi. In particolare quelli non regolati sono attesi in crescita del 16% annuo, per arrivare a superare i 300 milioni nel 2019 e totalizzare 1,4 miliardi nell'arco di piano. L'ebitda stimato è superiore a 1,5 miliardi e il free cash flow cumulato oltre 2 miliardi. Quanto al dividendo, è stato confermato nel 2015 a 0,20 euro per azione di cui 7 centesimi già pagati quale acconto e 13 centesimi previsti a giugno. «Saremo ancora più selettivi sulle iniziative regolate e aumenteremo il nostro impegno sulle attività non regolate, pur mantenendo un profilo di rischio basso e una solida struttura finanziaria», ha concluso l'ad, licenziando numeri 2014 sopra le attese. L'utile netto è cresciuto a 544,5 milioni (+6%) a fronte di ricavi in aumento del 5,3% a 1,99 miliardi. Stabile l'ebitda a 1,49 miliardi (+0,2%), in calo il risultato operativo sceso del 2,6% a 1,01 miliardi. L'indebitamento finanziario netto è salito a 6,96 miliardi, dai 6,697 miliardi di fine 2013.