L'ad di Vivendi sale alla vicepresidenza Telecom

Il cda nomina de Puyfontaine. Ma i conti slittano al 13 maggio. In Borsa -2,6%

Maddalena Camera

Da ieri Telecom ha, a sorpresa, un vicepresidente. Si tratta di Arnaud de Puyfontaine, ad di Vivendi ossia del maggior azionista della società telefonica italiana. Non c'è dubbio che la quota pari al 24,7% in mano a Vivendi abbia aiutato de Puyfontaine ad una rapida carriera nel board di Telecom dove è entrato nel dicembre scorso anche come rappresentante del comitato nomine e remunerazione.

Il consiglio straordinario di ieri ha poi deciso di far slittare il cda per l'approvazione dei conti del primo trimestre dal 5 al 13 maggio. «Stiamo approfondendo bene i numeri - ha detto il presidente Giuseppe Recchi - dopo l'arrivo del nuovo ad, Flavio Cattaneo». Quella di ieri è stata una riunione sulla governance per approvare la relazione sulle remunerazioni che verrà sottoposta all'assemblea del 25 maggio. Un tema caro, quello delle remunerazioni, al neo ad Cattaneo e ad Asati, l'associazione dei piccoli azionisti. Quest'ultima ha scritto alla Consob e al collegio sindacale di Telecom per sottolineare la sproporzione tra l'importo variabile proposto (per Cattaneo) rispetto a quello di analoghi premi corrisposti ai manager dei maggiori operatori. Insomma all'associazione di Franco Lombardi il fatto che Cattaneo potrebbe intascare al raggiungimento di determinati obiettivi, da qui al 2020, fino a 40 milioni di euro non va giù. Intanto in Borsa Telecom è finita in ribasso del 2,6% portando le perdite da inizio anno intorno al 30%. Per Citigroup il titolo è «sell» e con prezzo obiettivo a 0,6 euro. Nel primo trimestre sono attesi risultati «misti» con il margine lordo che «probabilmente resterà sotto pressione». Più ottimista Equita, che si attende un andamento coerente con quello degli ultimi trimestri con miglioramenti del business domestico ma Brasile ancora debole. Per Tim Brasil gli analisti attendono progressi solo nel secondo semestre. La società, che si è aggiudicata un premio nel settore delle tlc per per la comunicazione corporate, secondo gli analisti vedrà i ricavi trimestrali calare del 10% a 4,5 miliardi (da -13% nel quarto trimestre 2015), l'ebitda contrarsi del 12% a 1,79 miliardi (-37% nel quarto trimestre 2015) e il debito migliorare 27,1 miliardi grazie alla cessione di Telecom Argentina. Gli analisti comunque non escludono possibili costi di ristrutturazione: il taglio delle spese è infatti tra gli obiettivi del nuovo capo azienda. Il cda del 13 maggio dovrebbe poi essere l'occasione per prendere una decisione sulla vendita delle torri di Inwit, dove sono in corsa Cellnex e Ei Towers e sull'eventuale acquisto di Metroweb. Ieri il consiglio ha preso visione di alcune ipotesi: l'acquisto del 100% di Metroweb e la cessione da parte di Telecom di una quota di Sparkle o quello della maggioranza (ossia il 67% di Metroweb) con un'opzione a salire fino al 100%.

Commenti

marygio

Gio, 28/04/2016 - 15:16

citi equita son quelli che consigliavano. gente che oggi dice a domani b. gente da evitare perchè nessuno che sappia viene a dirlo a tizio o caio. il capo di equita è profumo....chiedere a quelli di unicredit o montepaschi.....ahhhhh. poi se telecom se la passa male figurarsi enel che pompano con i suoi 50mld di debiti. capisco l'uomo comune debba solo subire ma mandare affk questa gentina qua è il minimo....ahhhhh