L'attento risparmiatore sceglie la banca giusta

«Ne resterà soltanto uno». La frase cult del film Highlander sembra calzare alla condizione dell'attuale sistema bancario italiano, rimasto pressoché immutato da anni. Quante banche resteranno delle 600 presenti? Difficile dirlo, ma una cosa appare chiara, il ciclo di fusioni a cui gli istituti sono chiamati dai nuovi regolamenti europei non è ancora neanche cominciato. Però, se ne sono viste le avvisaglie. Il decreto sulle Banche Popolari lo dimostra, la situazione delle tante BCC lo conferma, la sofferenza di altre piccole Casse di Risparmio lo sottolinea. Per non parlare poi dei grossi gruppi, cui solo il Fondo Atlante ha garantito la sopravvivenza. Sarà un processo lungo, difficile, non senza incognite e tanti dubbi. Tuttavia, la strada è tracciata. Il bail-in rappresenta la miccia di questa nuova rivoluzione, ma sono la digitalizzazione ed i tassi negativi i veri inneschi di una situazione che si è fatta davvero esplosiva. Ma chi penserà ai clienti in questo lungo percorso? I risparmiatori se lo stanno chiedendo? Eppure dovrebbero farlo, perché in qualche modo saranno proprio loro, se non faranno fin da subito le scelte giuste, a pagarne le conseguenze. Senza ipotizzare fallimenti, già solo con gli azzeramenti di tanti pacchetti azionari, si sono volatilizzati oltre dieci miliardi di risparmi. Tuttavia, le domande che tutti dovrebbero farsi sono: le banche dove prenderanno i soldi per la loro sopravvivenza ora che i tassi sono negativi? Rispoesta: in buona parte dalle commissioni pagate dai risparmiatori. Nell'ultimo anno sarebbero già aumentate del 6%. Per questo urge scegliere subito banche già solide. Di questo si parlerà nella trasmissione Mercati che Fare in onda domenica alle 14.30 su TgCom24.

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