L'aumento del Monte Paschi prova a «dribblare» il Fresh

Cda fiume: il prestito potrebbe essere sfilato dalla conversione. E il titolo recupera in Borsa (+5,6%)

Camilla Conti

La tabella di marcia si fa sempre più serrata per il Monte dei Paschi. Il titolo Mps ieri ha continuato a rimbalzare in Borsa con un +5,6% dopo il +17% di martedì mentre a Milano il cda faceva il punto sulla conversione dei bond subordinati partita lunedì (si concluderà domani alle 16) e che ha già visto l'adesione di Generali per un controvalore complessivo di quasi 400 milioni di euro.

L'obiettivo dell'ad Marco Morelli è quello di incassare almeno 1,5 miliardi (la stima ufficiale è di 1,04 miliardi, ma probabilmente l'asticella sarà alzata) su un ammontare complessivo di 4,3 miliardi delle obbligazioni oggetto della conversione in azioni. Nel calderone dell'offerta, secondo indiscrezioni raccolte dal Giornale in serata mentre il board era ancora riunito e al quale Morelli è intervenuto in videoconferenza dal suo secondo roadshow all'estero, probabilmente non finirà il titolo Fresh 2008. Ci sono vincoli su quanto capitale può essere incluso in caso di conversione ma anche sul limitato periodo di offerta in caso di inclusione. Il guadagno per la banca nel convertirlo non farebbe inoltre la differenza in quanto sarebbe abbastanza basso (si parla di circa 250 milioni di euro). Fra l'altro, nel 2008 a fare da garante alla Fondazione Mps che aveva investito 490 milioni nello stesso Fresh da 960 milioni studiato per finanziare l'operazione Antonveneta era stata Jp Morgan, oggi advisor del Monte insieme a Mediobanca per il maxi riassetto. Il colosso Usa alla fine ereditò anche una piccola quota del Monte (senza diritti di voto) poi azzerata nel 2014.

Quanto all'aumento di capitale da 5 miliardi, entro domenica (dunque prima di conoscere i risultati del referendum costituzionale) sul tavolo di Morelli potrebbero esserci già i nomi degli investitori di media-grossa taglia disposti a scommettere sul salvataggio della banca senese. La somma più consistente, stando alle voci di queste settimane, sarebbe quella messa sul piatto dal Qatar (fra i 750 e il miliardo) che però non sarebbe il vero asso nella manica dei vertici del Monte. Ovvero il soggetto - industriale o finanziario, lo sapremo comunque al termine della ricapitalizzazione varata il prossimo 7 dicembre - che diventerà il nuovo socio di riferimento del Montepaschi.

Nel frattempo, Morelli ha deciso di devolvere metà del suo emolumento a MpSolidale, il fondo interno di solidarietà tra colleghi ai dipendenti che si trovano ad affrontare gravi necessità creato d'intesa con i sindacati a gennaio.

La decisione di Morelli, la cui indennità annua lorda come amministratore delegato era stata fissata in circa 400mila euro e quindi dovrebbe devolvere circa 200mila euro, secondo quanto si apprende è già stata comunicata ai sindacati con i quali l'amministratore delegato, lo scorso 20 settembre, si era detto d'accordo per un contenimento degli stipendi dei manager, a partire dal suo.