L'auto frena ancora: pesa il rialzo dei prezzi Cassino vola con Giulia

Continua il rallentamento delle vendite Fca meglio del mercato e Tipo scalza la Golf

Pierluigi Bonora

La decisione di alcune Case auto di aumentare i listini (in vigore da oggi per Fca), la riduzione di iniziative di promozione e marketing e l'assestamento del mercato dopo un lungo periodo di espansione sostenuta: sono queste, per il Centro studi Promotor, le cause del rallentamento in corso delle immatricolazioni in Italia. In luglio resta il segno positivo (+2,9%), «ma l'incremento - spiega Gian Primo Quagliano (CsP) - è decisamente inferiore al tasso medio di crescita del primo semestre che si è chiuso con 1.041.854 vendite e un rialzo del 19,15% (+17,1% nei sette mesi, ndr)». Sui listini più cari, motivati, come nel caso di Fca, dalla volontà di «pulire» le immatricolazioni, Quagliano vede una notizia non negativa («l'Italia deve combattere uno scenario deflazionistico»), ma afferma anche che gli aumenti «non rappresentano uno stimolo all'acquisto di nuove vetture, soprattutto alla luce delle preoccupazioni per lo scenario politico interno e internazionale». «È comunque il 26° incremento consecutivo, anche se non più a doppia cifra; da inizio anno il trend è positivo per le alimentazioni a benzina, diesel e quelle ibride, ma continua a ridursi per Gpl e metano», commenta Gianmarco Giorda (Anfia).

Unrae, nella nota firmata dal presidente Massimo Nordio, evidenzia il primo calo dell'anno degli acquisti da parte delle famiglie (-6%) e il boom del noleggio a breve termine (+57,9% il mese scorso), insieme alla crescita poderosa delle vendite a società (+21,3%). Filippo Pavan Bernacchi (Federauto, cioè i concessionari) ritiene, a questo punto, «probabile un secondo semestre caratterizzato da un tasso di crescita inferiore a quello segnato nel primo, stimando per il 2016 un dato finale di 1.811.000 unità immatricolate, il 15% in più anno su anno».

Fca chiude i sette mesi e soprattutto luglio con valori superiori a quelli del mercato (+19,9% e +4,8%). Sale anche la quota del gruppo: 28,8% (+0,5%) in luglio, 29,1% (+0,7%) nel progressivo. Da segnalare, nel segmento C (medie), l'avanzata di Fiat Tipo che, dopo anni, ha scalzato Volkswagen Golf dalla testa della classifica: 3.161 contro 3.096 vendite. Per avere un quadro dell'andamento della nuova Alfa Romeo Giulia bisognerà attendere settembre. Continua, in proposito, la raccolta degli ordini: numeri ufficiali non ce ne sono, ma a Cassino la produzione continua salire: al 30 giugno, fa sapere il sindacato Fim Cisl, le Giulia uscite dalla linea erano 4.678. Cresce anche la produzione giornaliera: da 160 di fine a giugno alle attuali 200 unità.

Oggi, infine, il cda di Ferrari approverà i conti del secondo trimestre, stimati da qualche analista «soddisfacenti», considerando il cambio in corso di alcuni modelli della gamma.