Lavazza si beve Carte Noire Operazione da 700 milioni

Sofia FraschiniParigi Lavazza si beve la francese Carte Noire e, con una potenza di fuoco di oltre mezzo miliardo di euro, sfida il mercato del caffè, oggi al centro di un processo di consolidamento mondiale paragonabile a quello avvenuto nel mondo delle birre. «Con questa operazione vogliamo dimostrare di voler aggredire il mercato non rimanendo spettatori», ha commentato l'ad Antonio Baravalle ricordando che Nestlè è leader mondiale di un mercato oggi molto frammentato ma che vedrà una battaglia all'ultima tazzina. In questo contesto, si inserisce l'operazione francese su Carte Noire «che avvicina Italia e Francia ha commentato il vicepresidente Giuseppe Lavazza e unisce due aziende nate da una lunga tradizione familiare». L'operazione permetterà a Lavazza di accrescere la quota di sviluppo estero (dal 55% al 65% del fatturato) considerando che la Francia è il quarto mercato mondiale dopo Brasile, Usa, Germania (e prima dell'Italia) e che Carte Noire ha il 20% del business del caffè Oltralpe. Nel perimetro dei torinesi finiranno tutti i marchi Carte Noire dell'Area economica europea nonché il sito di Lavérune dove si concentrerà il 100% della produzione francese: Carte Noire insieme a Lavazza France conterà 500 dipendenti e un fatturato che rappresenta il 20% del totale di gruppo. L'operazione è costata alla famiglia torinese 700 milioni: 400 milioni sono finanziati da Intesa Sanpaolo, Unicredit, Rabobank, Bnl-Bnp Paribas; gli altri 300 milioni arrivano dalla liquidità derivante dalla cessione di Keurig Green Mountain, che lascia di fatto nelle tasche dell'azienda un potenziale di risorse tra 500 e 600 milioni. Anche per questo, la quotazione in Borsa non è all'ordine del giorno ha detto Giuseppe Lavazza pur non escludendo che resti un'opzione anche se non prima di due o tre anni. L'azienda - ha aggiunto - al momento ha le forze per camminare da sola (ha investito 1 miliardo nel 2015) sviluppando progetti a lungo termine senza dover sottostare alla pressione e ai limiti della Borsa». Numeri alla mano, l'azienda italiana chiuderà il 2015 con un fatturato di 1,4 miliardi (+8%) e prevede che nel 2016 il dato salirà a 1,7 miliardi con l'obiettivo di raggiungere i 2 miliardi al 2020, guardando a nuove opportunità in Usa, Germania e Uk.