Leone sempre più leggero Generali vende il Portogallo

Si allunga l'elenco delle uscite dai Paesi non strategici L'obiettivo di Trieste è raccogliere almeno un miliardo

«Dalle cessioni raccoglieremo almeno un miliardo», aveva assicurato a fine luglio l'ad delle Generali, Philippe Donnet, fissando i target del ribilanciamento della presenza geografica del gruppo che potrà così diventare «una compagnia simpler e smarter». Più semplice e più intelligente.

Nella pratica ciò si traduce con l'uscita da almeno 13 Paesi considerati non strategici. I vertici sono partiti dal centro America e dal Liechtenstein e ora tocca al Portogallo: secondo il quotidiano Jornal Economico, Generali Portugal sarà ceduta in autunno sebbene non faccia parte dell'elenco dei disinvestimenti del Leone. Secondo le fondi del giornale sono arrivate «alcune proposte, non sollecitazioni» e alla fine di ottobre verrà aperto un procedimento formale di vendita che sarà affidato a una banca di investimento. Saranno dunque contattati i papabili investitori che successivamente avranno accesso ai conti della società. Liberty, Caravela e Zurich (capitanata dal predecessore di Donnet, Mario Greco) si sarebbero già fatte avanti con una manifestazione di interesse. Fra i corteggiatori spunta anche la tedesca Allianz. In un'intervista allo stesso quotidiano economico, il ceo di Allianz Portugal, Teresa Brantuas, ha confermato l'obiettivo di espandersi nel Paese. A Trieste le indiscrezioni, come da prassi, non vengono commentate. Di certo, il boccone è ghiotto: fondata nel 1942 e con oltre 1.300 agenti e 350 collaboratori, Generali Portugal vanta una quota di mercato del 3,45% con quasi 200 milioni di premi lordi.

Il riposizionamento geografico consente a Donnet di reinvestire gli incassi delle cessioni nel core business mantenendo anche la promessa fatta ai soci: 5 miliardi di dividendi cumulativi tra il 2015 e il 2018. Ma i premi e ricavi delle controllate vendute non saranno compensati con nuove acquisizioni. I vertici preferiscono rafforzare la presenza nei mercati strategici (come la Francia) con l'obiettivo di diventare leader nel retail in Europa non per dimensioni ma per qualità dei servizi. Niente shopping, dunque. Ad allungarsi, è solo l'elenco delle cessioni. Il cantiere è stato inaugurato a settembre 2016 quando Generali ha venduto a partner locali il 51% di Aseguradora General in Guatemala, e in Liechtenstein il 100% di Fortuna Lebens-Versicherungs Ag (675 milioni di euro di attività finanziarie) alla tedesca Fwu. L'uscita dal Guatemala è stata completata lo scorso 20 luglio insieme all'accordo siglato per la vendita degli asset in Colombia nel 2016 hanno fatto registrare quasi 60 milioni di euro di premi: il 91,3% di Generali Seguros e il 93,3% di Generali Vida sono passati in mano per 30 milioni al gruppo Talanx. Il 7 agosto è stato invece firmato l'accordo per cedere le attività di Panama a Assa Compaa de Seguros per 172 milioni di dollari.

Quale sarà la prossima mossa? Nelle sale operative si scommette su Ecuador, Olanda e Belgio ma qualche novità è attesa anche dalla Germania dove il gruppo sta studiando il riassetto del portafoglio di polizze Vita tradizionali. «Entro fine anno prenderemo una decisione», ha detto di recente Donnet sottolineando in ogni caso non ci sarà alcun impatto negativo sulla presenza del gruppo in Germania o sulla quota di mercato nel Paese, secondo per il Leone subito dopo l'Italia.