L'epilogo della vicenda finanziaria che ha piegato Sienail caso

È bastato un quarto d'ora per far calare il sipario su Antonventa, l'istituto passato prima nelle mani degli olandesi di Abn Amro, poi in quelle spagnole del Santander, per poi finire a Siena. Quindici minuti per chiudere la fusione per incorporazione dell'istituto padovano in Mps, avviato dal piano industriale di giugno. E per cancellare la banca padovana, dalla cui acquisizione è poi dipeso il crollo del Monte. È questo quanto emege dai verbali del cda di Rocca Salimbeni di fine marzo. L'incorporazione di Antonventa fa decadere il cda presieduto da Ernesto Rabizzi e dovrebbe eliminare alcune posizioni di vertice, riassorbendole in Mps. La cura dimagrante prevede, poi, ulteriori tagli e riorganizzazioni delle filiali. Ma questa è un'altra storia. Per il cliente dell'istituto padovano cambierà poco: rimarranno filiali e insegne, come avvenuto anni fa con l'acquisizione di Banca agricola mantovana. Per di più, nel Triveneto, sarà costituita l'area Antonventa. Ma la banca non sarà più autonoma. «Si tratta di una decisione di forma, più che di sostanza: Antonveneta è stata acquisita 6 anni fa. L'incorporazione era inevitabile», commenta Fabrizio Bernardi, analista per Fidentiis. «La fusione per incorporazione, decisione nota da mesi, comporta risparmi legati all'annullamento di alcune posizioni. Ma il cost cutting è già scontato dagli attuali prezzi di mercato», aggiunge l'esperto, che sul titolo ha una raccomandazione sell e un target price a 0,14 euro. Quest'ultimo passo, decretato dal cda di Mps, ha però un considerevole peso simbolico. L'acquisizione di Antonveneta dal Santander per 10 miliari ha rappresentato per la Rocca l'inizio della fine, come è apparso in tutta la sua violenza dallo scandalo sui derivati, soprattutto per il suo presidente Giuseppe Mussari (nella foto).
A livello finanziario, l'esborso colossale e maggiore della stessa capitalizzazione del Monte, ha travolto i bilanci di Mps prima, e quelli della Fondazione poi, che ha visto andare in fumo 4 miliardi. Solo l'intervento dello Stato con 3,9 miliardi (i Monti bond) è riuscito a salvare la Rocca.
E a livello giudiziario sono molti i nodi ancora da sciogliere. Mentre il futuro della banca resta ancora un'incognita.