La leva dei «Pir» per la ripresa

Finalmente gli oltre 4.300 miliardi di risparmi degli italiani potranno defluire verso l'economia reale, finanziando direttamente le pmi del nostro Paese. È arrivata l'ora dei Piani Individuali di Risparmio. Ma di cosa si tratta e come i risparmiatori potranno beneficiarne? Tutto parte dalla crisi, dalla difficoltà che hanno le aziende di ricevere liquidità dalle banche che stanno vivendo uno dei momenti peggiori della loro storia. Se le banche non alimentano le imprese, le imprese vanno in crisi. Cosa fare allora? Creare un ponte tra il risparmio e l'economia reale, fare in modo che i capitali arrivino lì dove possano creare valore. Nuova linfa per le imprese e per i mercati, e la possibilità di ridare fiato al Paese. Un circolo virtuoso. Ma era necessario che il risparmio ricevesse la spinta necessaria per cambiare strada.

La leva utilizzata? Quella fiscale. Chi investirà in questi nuovi prodotti non pagherà la tassazione sugli interessi, che in Italia è pari al 26%, e potrà beneficiare dell'esenzione dalle tasse sulla successione e sulla donazione. Una rivoluzione. Si stima che 20 miliardi di risparmi potrebbero confluire su questi nuovi prodotti. I «Pir» potranno essere sottoscritti solo da persone fisiche, ogni risparmiatore ne potrà sottoscrivere uno soltanto nella propria vita e su questi prodotti non potranno essere investiti più di 30mila euro l'anno per un massimo di 150mila euro in 5 anni. Per questo sarà fondamentale scegliere l'interlocutore giusto, quello più preparato, non solo sui prodotti, ma anche sul mercato su cui si andrà ad investire. Funzionerà? In Inghilterra e Francia pare proprio di sì: sia per le imprese, sia per gli investitori. In questo modo finalmente anche da noi il risparmio sarà impiegato in maniera più profittevole, sarà più diversificato, fiscalmente efficiente e permetterà ai risparmiatori di trasformarsi in investitori più consapevoli. Di questo si parlerà nella trasmissione Mercati che Fare in onda sabato alle 20.30 su TgCom24.

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