La linea dura sui big di Londra e Berlino

Italia e Francia contrari a nuove regole sul capitale delle banche

Tetto ai titoli di stato, applicazione del bail in, partenza rapida della garanzia europea sui depositi, vigilanza, norme Basilea III e divieti sugli aiuti di Stato. I temi, se non di scontro certamente di diversità di veduta fra Italia e Germania in campo bancario, sono molti e ora a questi si aggiunge quello di un'applicazione più rigorosa delle norme sul capitale per le banche «troppo grandi per fallire». Dopo che Italia e Francia nei giorni scorsi hanno chiesto cautela nell'applicazione delle nuove norme ora Germania e Regno Unito si dicono contrarie a un simile scenario che avrebbe effetti potenzialmente negativi per i contribuenti. Parigi e Londra ribadiscono la linea dura proponendo comunque che si applichi esclusivamente ai 30 maggiori colossi e non a una platea più ampia come nelle intenzioni della Commissione.

La creazione di «cuscinetti Tlac» sembra un argomento ultra tecnico e che appassiona solo gli addetti del settore. In pratica per i giganti del comparto (l'Italia ha solo Unicredit che rientra nella categoria mentre in Germania e Gb ve ne sono cinque) si stabilisce l'obbligo di riserve aggiuntive costituite dall'emissione di nuove obbligazioni o altri strumenti finanziari da convertire facilmente e rapidamente in azioni. Si tratta del principio alla cui base sono le norme del bail in (salvataggio interno) e di cui il Tlac è figlio.

Le norme quadro erano state raggiunte al termine di una consultazione all'Fsb, l'organismo con sede a Basilea guidato dal governatore della Banca d'Inghilterra, Mak Carney, e ora devono essere «traslate» nella normativa europea dopo una discussione che coinvolge un gruppo di esperti. Un iter consueto che secondo la Commissione dovrà portare a una proposta su cui lavorare entro l'anno. Ma le diversi parti hanno iniziato già a irrigidirsi sulle rispettive posizioni diffondendo le lettere in cui illustrano i propri punti di vista, memori forse del precedente del bail in.

Dopo la risoluzione delle 4 banche italiane venne messo sotto accusa proprio la scarsa capacità del nostro paese di contrastare in anticipo, nelle sedi adeguate, norme europee in grado di generare effetti poi a cascata sulla legislazione, il comparto bancario e la stessa economia nazionale. L'Italia e la Francia chiedono quindi che solo «eccezionalmente» possa essere richiesto il superamento del livello minimo dei cuscinetti Tlac. Il meccanismo, che dovrebbe entrare in vigore gradualmente dal 2019 fino al 2022, dovrebbe essere fissato a un livello certo in relazione alle attività ponderate per il rischio.