L'Italia che ci crede e che cresce del 2%

Creatività e ingegno made in Italy non si arrendono alla crisi che sta mettendo in ginocchio molte imprese. Pur tra mille difficoltà, c'è un piccolo esercitò di 351.566 imprese artigiane (il 24,3% del totale) che nell'ultimo anno hanno registrato un trend positivo, mettendo a segno una crescita di quasi due punti percentuali (+1,96%). Tra i settori in cui operano gli «irriducibili», l'information technology, la green economy, riparazioni e alimentare. A stilare la classifica dei settori anticrisi è l'Ufficio studi della Confartigianato.
Resiste l'information technology dove, nell'ultimo anno, sono nate 760 aziende (+6,4%) che fanno salire a 4.915 le aziende artigiane impegnate nella produzione di software, consulenza informatica, installazione e manutenzione di apparecchiature. La coscienza ecologista si fa largo tra le Pmi affermandosi come “motore“ di iniziative imprenditoriali: negli ultimi 12 mesi sono nate 5.029 imprese che portano a 37.714 le attività artigiane della green economy, con un aumento del 5,6%. Secondo la rilevazione di Confartigianato, sono cresciute anche le imprese “verdi“ che si occupano della creazione e della manutenzione di spazi verdi e utilizzo di aree forestali.
La crisi fa crescere il partito di quelli che «riparare conviene», una tendenza che ha fatto nascere 2.404 imprese (+4,1%), portando a 18.178 il numero delle aziende che si occupano di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature. Ma visto che gli italiani non rinunciano al buon cibo, nella ristorazione operano 49.238 imprese (6.104 nuove aziende, pari a +2,2%, tra giugno 2011 e giugno 2012) e nella produzione alimentare sono attive 39.114 aziende (2.440 nuove imprese, +0,85% nell'ultimo anno). In recupero anche un tradizionale settore manifatturiero come la produzione di articoli in pelle che ha visto nascere 1.390 aziende (+0,6%), portando a 13.370 imprese il totale di queste attività.
Ma quali sono le aree del Paese in cui nell'ultimo anno le imprese artigiane hanno fatto registrare le migliori performance? In testa alla classifica ci sono la Liguria e il Lazio. Difficile invece ottenere risultati in Sardegna e, sorprendentemente, anche nel Veneto. A livello provinciale, il maggior dinamismo imprenditoriale appartiene a Genova, dove gli artigiani sono aumentati dell'1,52%, seguita da Macerata (+1,51%) e da Roma (+0,82%).
«I dati confermano - sottolinea Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato - che, nonostante la crisi, gli artigiani e, più in generale, i piccoli imprenditori hanno continuato a fare tutto il possibile per sostenere l'economia. La nascita di tante aziende è un segnale di vitalità che va incoraggiato. Adesso, in questo momento così difficile, ci aspettiamo che anche gli altri, a cominciare ovviamente dal governo, facciano la loro parte, promuovendo le azioni necessarie per rilanciare la crescita e sostenendo il tessuto produttivo delle Pmi italiane».