L'Italia dei distretti rivede livelli pre-crisi

Le filiere industriali guidano la ripresa. E per le banche sono prestiti sicuri

La ripresa dell'economia passa dalle medie imprese. O meglio dai distretti, soprattutto quelli del Nordest, che sono finalmente tornati a crescere aprendo nuovi stabilimenti, riportando in Italia produzioni «espatriate» e migliorando i fatturati. Una garanzia anche per le banche che possono così contare sulla zattera di crediti performanti in mezzo al mare delle sofferenze. Sono le aziende del settore agroalimentare, della moda e dei beni intermedi (gomma, plastica, legno) che secondo quanto emerge dall'ottavo rapporto sull'Economia e finanza dei distretti industriali realizzato dall'ufficio studi di Intesa Sanpaolo hanno mostrato nel 2014 ricavi in crescita del 2,5% dopo il +1,3% del 2013. Guardando agli ultimi sette anni sono le uniche ad aver quasi recuperato i livelli pre-crisi (-0,5% la differenza fra i ricavi del 2015 e quelli del 2008) mentre le imprese fuori dai distretti devono ancora recuperare il 5,9 per cento. Negli anni più bui si è inoltre affermata una nuova classe di medie imprese, capaci di aumentare significativamente il fatturato (+10%) e i dipendenti (+5%) e di rafforzare produttività e redditività. «I distretti agroalimentari insieme a quelli del sistema moda hanno toccato un nuovo record storico in termini di fatturato», ha sottolineato il capo economista del gruppo milanese, Gregorio De Felice. Ai vertici della top ten c'è la filiera dell'occhialeria di Belluno, seguita dal prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e dal marmo di Carrara. Appena fuori dal podio, la gomma del Sebino Bergamasco e i dolci di Alba. Il primo distretto del Sud è l'alimentare napoletano all'ottavo posto, davanti al Chianti. Quanto a Intesa, l'ad Carlo Messina ieri ha sottolineato che nei primi due mesi dell'anno l'istituto ha erogato credito a medio e lungo termine per 6 miliardi a famiglie e imprese italiane «e, di questi, 5 miliardi sono andati proprio a famiglie e pmi. Si tratta di una crescita del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che già segnava un aumento del 40% sull'anno prima». Non solo. «Per tutte le aziende che intendono accedere al super ammortamento del 140%, noi garantiamo credito fino al 100% dell'investimento e concediamo ulteriore credito pari al 40% dell'investimento per soddisfare i fabbisogni di breve periodo», ha aggiunto l'ad riferendosi alla nuova norma prevista dalla legge di Stabilità per incentivare l'ammodernamento produttivo. Per quest'anno la banca non ha limiti e vincoli di erogazione del credito «e siamo disposti a superare anche il nostro budget di crescita degli impieghi» (ovvero 47 miliardi previsti nel 2016).Ad oggi, le aziende capofiliera coinvolte nel programma di Intesa sono oltre 300 e rappresentano un giro d'affari di oltre 40 miliardi di euro, contando circa 110mila dipendenti. A loro volta, i fornitori compresi nell'accordo di filiera sono circa 16mila imprese.CC