L'Italia divisa dalle retribuzioni

I dati rilasciati da Istat quest'anno sono sconcertanti visto che confermano un divario marcato di retribuzione e produzione che spacca in due l'Italia nonostante i vari tentativi di avvicinarne le estremità

Un divario che esiste tutt'oggi in Italia, nonostante i vari governi abbiano cercato nel tempo di ridurre le differenze economiche che intercorrono tra le estremità italiane

L'analisi è stata fatta dal professore Vittorio Daniele sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, un'analisi sconcertante che mostra come ancora ci siano differenze sostanziali tra nord e sud. La tesi che cita ad inizio articolo il professor Daniele è quella secondo cui, a sud il costo del lavoro è troppo alto rispetto alla produzione. Traducendola in parole povere, significherebbe che "il gioco non vale la candela". Dunque la domanda sostanziale è:"Quale impresa investirebbe, dunque, al Sud sapendo di dover pagare le stesse retribuzioni del Nord ma a fronte di una minore produttività del lavoro?". Se il lavoro è meno produttivo al sud anche i salari dovrebbero essere più bassi.

La contrattazione nazionale prevede che l'operaio del sud con le stesse qualifiche dell'operaio del nord, percepisca la stessa identica retribuzione. Il professore ritiene che per eliminare questi squilibri occorra innanzitutto abbandonare la contrattazione nazionale, rivolgendosi a quella a livello d'impresa oppure locale. Questo comporterebbe una diminuzione dei salari del sud (tenendo conto della minore produttività) e stimolerebbe una serie di investimenti derivati dai risparmi sui lavoratori. Le aziende attingerebbero di buon grado ad un bacino di operai del sud. Un altro risultato si potrebbe ottenere con la riduzione sul carico fiscale che ogni azienda con dipendenti deve sostenere. Oltretutto, questa differenza genera così una maggiore concentrazione di lavoro in nero nel sud.

La domanda successiva che il professore si pone è:"Questa tesi trova riscontro nei dati? È fondata l’affermazione secondo la quale nel Mezzogiorno le retribuzioni sono analoghe al resto del paese mentre la produttività notevolmente inferiore?". La risposta arriva direttamente dai dati Istat pubblicati quest'anno sulle imprese italiane nel 2015. Da questi dati emerge chiaramente di come siano non i contratti nazionali quanto la produttività a dettare la quantità di retribuzione che spetta ad ogni dipendente:"la differenza Nord-Sud nella produttività del lavoro è analoga a quella nella retribuzione media".

A maggio di quest'anno uscirono i dati del periodo 2015-2017 sulle retribuzioni, fu interessante vedere che i salari sono cresciuti del 2,5% mentre la produttività non è aumentata.

Commenti

flip

Lun, 10/09/2018 - 18:41

una volta esisteva una differenza salariale tra nord,centro e sud. poi tutto è stato portato al costo del nord anche se il sud è sempre stato economicamente una palla al piede ed è crollato tutto l'altarino. Il sud (dal lazio in giù) è costato milioni di miliardi al popolo Italiano e la sicilia è quella che ha fatto il pienone.