Lobby Microsoft e le mosse anti-Google

Le spese folli di Windows & c. per bloccare Android a Bruxelles

La solidarietà non esiste tra le aziende Usa. Nel caso aperto tra Google e l'Antitrust Ue che potrebbe costare al gigante di Mountain View una multa fino a 6 miliardi di euro, a muovere le acque è stato un altro colosso statunitense, la Microsoft. L'azienda di Bill Gates, che alla Ue ha versato in multe e affini ben 3 miliardi in quattro diverse procedure d'infrazione Ue, è stata molto attiva nel produrre carte e documenti per indurre Bruxelles ad accusare Google di concorrenza sleale. Secondo il New York Times , Microsoft ha speso in lobby, su questo fronte, più di qualunque altra società europea.

Del resto la posta in gioco è altissima dato che l'indagine Antitrust spazia dall'uso improprio del motore di ricerca di Google, che favorirebbe le vendite dei prodotti che Mountain View sceglie e spinge, fino ad Android, ossia il sistema operativo più usato negli smartphone con l'80% di quota di mercato. Una cifra che ricorda lo strapotere di Windows, una decina di anni fa, al tempo delle multe Antitrust. Microsoft comunque non è sola in questa battaglia. David Howars, dirigente dell'azienda fondata da Bill Gates che si occupa della materia ha spiegato: «Siamo più di 30 aziende ad avere presentato esposti all'Ue esprimendo preoccupazione per le pratiche di business che Google può fare grazie alle sue immense quote di mercato nel motore di ricerca e in Android». Ovviamente anche Google si è mossa, assumendo un ex dirigente dell'Antitrust europeo per portare avanti le sue attività di lobby. Certo è che l'indagine Ue su Google apre a Microsoft nuovi orizzonti per cercare di affermare il suo sistema operativo per smartphone, Windows Mobile.

Secondo DigiTimes l'azienda di Redmond starebbe offrendo ai produttori di smartphone uno sconto sulle licenze per i brevetti, che vengono corrisposte per ogni dispositivo Android venduto, in cambio della pre-insallazione di proprie app (Word, OneNote, Skype) nei dispositivi. Una strategia che potrebbe permettere all'azienda guidata da Satya Nadella di incrementare il bacino di utenti Windows a discapito di Google.