L'Ocse rivede al ribasso le stime sul Pil italiano

Il bonus di 80 euro promesso dal governo non scalda l'Ocse. L'iniziativa di stimolo viene inserita nella categoria «modesti tagli fiscali», insufficienti quindi a sostenere la ripresa e a incidere sulla disoccupazione. La grancassa del rilancio suonata da Palazzo Chigi arriva in effetti un po' stonata alle orecchie dell'organizzazione parigina. Al punto che le stime dell'ultimo Economic Outlook sono una secchiata gelida per il nostro Paese. Destinato a crescere meno del previsto sia quest'anno, sia il prossimo. A fine 2014 dovremo accontentarci di una crescita del Pil pari allo 0,5% (+0,6% in precedenza), mentre nel 2015 l'espansione sarà dell'1,1% (+1,4%). In entrambi i casi, si tratta di valori inferiori alla media dell'eurozona (+1,2% e +1,7%) e, soprattutto, ai calcoli del governo (+0,8% e +1,3%).
Anche se il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, addolcisce la pillola con una battuta («Renzi ci ha portato via il nostro capo-economista, Pier Carlo Padoan»), l'analisi sull'Italia rileva non pochi elementi di criticità. Le banche, per esempio, potrebbero compromettere la ripresa se decidessero di chiudere i rubinetti del credito. Tra l'altro, viene rilevato, i tassi di interesse applicati restano «notevolmente più alti» che in altri Paesi di Eurolandia. Poi, c'è l'accoppiata crescita debole-bassa inflazione. Sul secondo punto un aiuto esterno può arrivare dalla Bce, invitata dall'Ocse a intervenire «con nuove misure» per riportare i prezzi vicini al target del 2%. In ogni caso, nelle previsioni Ocse il rapporto tra debito pubblico e Pil «non inizierà a scendere prima del 2016». Prima di allora, verrà toccato il 134,3% del 2014, per poi scendere al 132,6% nel 2015; ma l'anno dopo si toccherà un picco del 134,5%. Una situazione contabile delicata, anche alla luce del «recente rilassamento» sul fronte del conslidamento fiscale, che espone l'Italia al rischio di «potenziali turbolenze dei mercati: per questo è essenziale mantenere un approccio di bilancio moderato basato sulla riduzione della spesa». «I dati dell'Ocse sono delle stime, vedremo alla fine quali saranno i risultati», dice Padoan. Che, comunque, vede nell'analisi «complessivamente un segnale incoraggiante per il Paese».
L'Ocse suggerisce inoltre al governo, che «ha annunciato sgravi fiscali sul reddito per il 2014, finanziati da tagli alla spesa e da piccole misure una tantum», di adottare ricette più radicali: «Servono ulteriori riforme strutturali» e la garanzia che saranno attuate effettivamente anche le riforme precedenti.