L'Ue stringe sulle emissioni e i produttori si ribellano: «Limiti più pesanti al mondo»

Guerra in vista tra Ue e Acea, l'associazione europea dei costruttori di auto, che ha mal digerito le nuove indicazioni per tagliare le emissioni di CO2 delle vetture per il 2020. Obiettivo di Bruxelles è arrivare a 95 grammi per chilometro. Sempre l'Ue mette in conto, grazie all'applicazione del meccanismo, la riduzione delle emissioni inquinanti del 27%, risparmi per 30 miliardi negli acquisti di benzina e gasolio da parte degli automobilisti, e una crescita del pil di circa 12 miliardi. In pratica, la proposta dell'esecutivo riguarda la suddivisione, tra i costruttori, degli impegni di riduzione delle emissioni sia nel settore auto, passando dai 130 gr/km del 2015 ai 95 del 2020, sia per i furgoni, dai 181,4 gr/km del 2010 ai 147 del 2020. «Con questa proposta - ha affermato la commissaria al Cambiamento climatico, Connie Hedegaard - non solo stiamo proteggendo il clima, ma anche risparmiando denaro per i consumatori e incentivando l'innovazione e la competitività dell'industria europea». «Abbiamo trovato un buon compromesso - spiega il commissario Ue all'Industria Antonio Tajani - per lo sviluppo del settore». Per l'Acea, di cui è presidente Sergio Marchionne, si prospetta invece «una sfida estremamente difficile; sono i target più duri al mondo - afferma il segretario generale Ivan Hodac - e costituiscono un ulteriore peso per un settore che vive momenti difficili».
La patata bollente passa ora al Parlamento e al Consiglio, che dovranno tradurre il regolamento in un testo legislativo.
BOND FIAT DA 600 MILIONI
Ammonta a circa 600 milioni, con cedola al 7% circa e scadenza a ottobre 2016, secondo fonti bancarie, il bond annunciato da Fiat Spa. Sempre il Lingotto, infine, trasferirà a Psa, entro il 31 dicembre, la sua quota detenuta in SevelNord che, però, continuerebbe a produrre furgoni per entrambi i gruppi fino al 2016.