L'utile Cdp si ferma a 635 milioni, pesa l'Eni Ma la capogruppo spinge i profitti (+25%)

Nel semestre risultato netto a 1,1 miliardi, su i margini. Ok all'operazione Metroweb

Conti semestrali di Cdp frenati dalla perdita di 1,2 miliardi di euro accusata tra gennaio e giugno da Eni, di cui la Cassa controlla il 25,76%. L'utile netto di gruppo si è così fermato a 635 milioni, rispetto agli 1,12 miliardi del primo semestre 2015, mentre la capogruppo ha invece chiuso la semestrale con un utile in rialzo del 25% a 1,15 miliardi e con risorse mobilitate in rialzo del 28% a 6,9 miliardi (+14%, a 13,2 miliardi, a livello consolidato). La Cassa segna anche un +6% di attivo patrimoniale a 422 miliardi e un patrimonio netto in calo dello 0,9% a 33,3 miliardi. In una nota si specifica che, «nonostante il contesto di mercato ancora incerto», Cdp sottolinea di aver registrato «un miglioramento dei risultati economici ... grazie ad una ottimizzazione delle fonti di raccolta ed un'efficace gestione della liquidità». Le disponibilità liquide raggiungono i 177 miliardi, in crescita del 2,4% rispetto alla fine del 2015. Il patrimonio netto è pari a circa 33,3 miliardi (di cui 19,3 miliardi di pertinenza della capogruppo). La raccolta complessiva si attesta a 346 miliardi (+7,2% rispetto alla fine del 2015), di cui 251 miliardi relativi alla raccolta postale, sostanzialmente stabile rispetto alla fine del 2015.

L'istituto presieduto da Claudio Costamagna «conferma il proprio ruolo di Istituto nazionale di promozione, impiegando 3,6 miliardi (+22% rispetto al p 2015) nelle attività a supporto delle imprese e 2,1 miliardi (+2 miliardirispetto al 2015) nell'internazionalizzazione». Si attestano inoltre a 1,2 miliardi le risorse a favore degli enti pubblici, in calo rispetto allo stesso semestre 2015 che includeva due operazioni significative per 1,1 miliardi. Al via, infine, l'integrazione tra Metroweb Italia Spa - partecipata al 46,2% da Cdp Equity tramite Fsi Investimenti - ed Enel Open Fiber Spa - detenuta da Enel.