Luxottica blocca i saldi e sale in Borsa

Gli analisti promuovono il titolo (+4,4%) e le strategie commerciali

Maddalena Camera

Luxottica dice basta alla politica degli sconti online. Una scelta decisa quella del gigante mondiale dell'occhialeria fondato da Leonardo Del Vecchio che ha permesso alla società di aumentare il fatturato del 3,2% a 2,2 miliardi nel terzo trimestre dell'anno. Ieri in Borsa il titolo è schizzato per poi chiudere in rialzo del 4,4%. Tanta euforia è dovuta al fatto che la società è riuscita a battere le stime degli analisti, portando avanti rigorose politiche commerciali. Come appunto la «Minimum Advertised Price policy» in Nord America.

La mancanza di sconti ha portato al crollo delle vendite online del 60% ma, ha spiegato la società, ha permesso di «valorizzare l'equity dei marchi». Luxottica insomma si vuole muovere come una società del «lusso» che non concede sconti sui prodotti in cambio di maggiori vendite. Una scelta vincente visto che il settore retail è salito del 2,4% in Nord America, che per Luxottica è il primo mercato con oltre 4 miliardi fatturato nei nove mesi, grazie all'aumento dei ricavi di Sunglass Hut e delle catene di ottica, rispettivamente dell'8% e dell'1,8%. Bene anche l'Europa con vendite in aumento del 3,3% a 1,36 miliardi nei nove mesi. Mentre il calo della divisione Wholesale di circa l'11% è determinato anche dall'integrazione del canale sportivo di Oakley. Luxottica aveva spaventato gli investitori nello scorso luglio quando, presentando i risultati semestrali, aveva rivisto in negativo le prospettive dell'anno. «Ci aspettiamo un'accelerazione della crescita dal 2017» ha spiegato l'ad Massimo Vian. Quanto ai report degli analisti, Banca Akros ha confermato il giudizio «accumulate» abbassando però il target price da 50 a 48,3 euro per azione. Gli esperti hanno motivato questo cambiamento dicendo che «il megatrend comprendente gli occhiali da prescrizione, quelli da sole e da moda, nel quale Luxottica è il primo player di mercato è ancora in via di sviluppo, ma difficilmente la società tornerà alle performance passate, almeno nel breve periodo».