Etichetta "made in", appello di Assocalzaturifici agli europarlamentari

Due giorni di incontri durante la presentazione a Strasburgo dello "Shoe Report" annuale. Chiesto l'impegno per il voto del regolamento che introduce l'obbligo di indicazione di origine dei prodotti commercializzati in Europa. Sagripanti: "Misura a costo zero decisiva per centinaia di piccole e medie imprese italiane"

La battaglia per l'introduzione della tutela del Made in, ovvero l'etichettatura obbligatoria dell'origine dei prodotti in Europa va avanti e Assocalzaturifici è in prima fila tra coloro che sono impegnati a far passare il provvedimento. Assocalzaturifici ha infatti presentato per la prima volta in sede europea, a Strasburgo, lo "Shoe Report" annuale sul contributo dell'industria calzaturiera alla competitività, alla sostenibilità e ai livelli occupazionali dell’industria manifatturiera europea. Presenti il presidente Cleto Sagripanti, il direttore di Assocalzaturifici Fabio Aromatici e Nadio Delai di Ermeneia che ha curato lo studio.

In questa occasione si è svolta una due giorni di incontri con gli europarlamentari in vista della votazione in programma il 16 aprile al Parlamento europeo in seduta plenaria, nella quale verrà votato anche l'articolo 7 del Regolamento comunitario sulla sicurezza dei prodotti, relativo proprio all'obbligo di indicazione di origine dei prodotti. Così i vertici dell'associazione hanno incontrato molti europarlamentari italiani e stranieri, in particolare austriaci e polacchi.

"Abbiamo discusso su come rafforzare un settore ad alta capacità di innovazione, grande artigianalità e contenuto moda come quello calzaturiero e per sensibilizzarli sul dossier made in e sull’importanza vitale del voto – dice Cleto Sagripanti -. Siamo nella fase più delicata della nostra battaglia per una norma fondamentale a tutela della filiera manifatturiera e del consumatore e dopo tante parole chiediamo agli europarlamentari che ci hanno ascoltato di passare ai fatti. Non possono esserci alibi legati alla campagna elettorale in vista delle elezioni europee di maggio: con questo voto l'Italia e l'Europa giocano il loro futuro e chiediamo con forza agli europarlamentari di essere in aula e di far sentire il peso di un voto che racchiude anni di battaglie della nostra associazione insieme a tutta Confindustria".

Il voto è in programma il giorno di chiusura delle liste dei candidati italiani: una sovrapposizione che potrebbe portare a qualche assenza in occasione di un passaggio decisivo sul Regolamento che, dopo aver raccolto riscontri positivi dalle Commissioni parlamentari, deve ora passare al vaglio della seduta plenaria. Assocalzaturifici sta facendo pressioni per un'anticipazione del voto, anche se molto difficile da ottenere. La posta in gioco è importante, l'Europa infatti è l'unica fra le principali economie mondiali a non richiedere l’obbligo di indicazione di origine sulle merci commercializzate al suo interno, con grave danno per chi, come le aziende manifatturiere italiane, ha come risorsa principale l’alta qualità dei suoi prodotti.

"In queste settimane si gioca la battaglia decisiva – conclude Sagripanti – alla quale arriviamo dopo anni di intensa attività di lobby politica, con grande investimento di tempo e risorse e di costante impegno di Assocalzaturifici in totale sinergia con Confindustria, un caso forse unico a livello di associazioni di industriali. Chiediamo ora ai nostri rappresentanti in Europa di essere protagonisti di un voto importantissimo e più che mai delicato: come sempre non vogliamo aiuti, ma l'attuazione di una misura che davvero a costo zero può essere la svolta decisiva per centinaia di piccole medie imprese, che non hanno più orecchie per promesse vuote ma hanno assoluto bisogno di una misura concreta che tuteli il valore e l'eccellenza dei loro prodotti".

Commenti

cgf

Ven, 14/03/2014 - 14:01

non si dovrebbe fare, ma c'è chi compra capi dentro scatoloni cinesi, non li fa nemmeno arrivare in azienda, direttamente alla stireria/confezione, cambio etichetta, stiratina, nuova busta trasparente, magari ogni capo una scatola et violà ecco fatto il made in Italy! Se ricordo bene qualche anno fa Striscia la Notizia colse in castagna alcuni capi [rossi perché a Modena dicono che così vanno più forte] e.....