Madrid raggiunge Roma Spread uguale dopo 18 mesi

L'inseguimento è finito ieri poco prima della chiusura degli scambi, quando sui monitor di Bloomberg le linee di rendimento tra i nostri Btp e i Bonos spagnoli rispetto al Bund si sono perfettamente sovrapposte a quota 257. Insomma: spread azzerato, con un identico tasso pagato sul decennale del 4,25%, nel giorno in cui, tra l'altro, il Superindice dell'Ocse ha confermato come, in Italia, sia ormai in atto la svolta dell'economia.
L'aggancio della Spagna brucia quindi ancor di più, nonostante non sia la prima volta che i due differenziali si allineano. Successe anche nell'aprile 2012, con Mario Monti in sella al governo. Ora la storia si ripete, e certo al fenomeno non sono estranee le tensioni che stanno da qualche settimana agitando l'esecutivo guidato da Enrico Letta e che hanno raggiunto l'acme nelle ultime ore con la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Sui mercati c'è, invece, la percezione che il governo di Mariano Rajoy riuscirà a portare a termine il mandato, superando quindi gli ostacoli posti da una crisi che ha spinto alle stelle il numero dei disoccupati.
Questo duello a distanza tra Roma e Madrid non è virtuale, dal momento che l'andamento dello spread condiziona l'esito delle aste di titoli pubblici. Per il Tesoro, è previsto un test ravvicinato con l'asta di giovedì del Btp benchmark a 3 anni per un importo compreso tra 3 e 4 miliardi di euro, oltre all'ottava tranche del Btp a 15 anni per un ammontare compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro.
La stabilità politica è condizione essenziale non solo per mantenere sotto controllo la spesa per interessi, ma anche per garantire al Paese quella crescita assente ormai da troppo tempo. I segnali di ripresa, peraltro, ci sono. Secondo l'Ocse, per il quarto mese consecutivo l'Italia ha registrato in luglio il miglior incremento del suo Superindice (il barometro che anticipa di sei mesi il quadro congiunturale), con un +0,25% mensile e un +1,48% annuo. Il tutto mentre prosegue la dinamica divergente tra grandi economie avanzate ed emergenti: se le prime sono orientate alla ripresa, le altre aree stanno subendo rallentamenti anche per effetto della fuga di capitali internazionali provocata dai timori di avvio da parte della Federal Reserve del tapering, la rimozione graduale delle misure di stimolo.
Intanto, il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, aprendo ieri la plenaria, ha detto di avere avuto una telefonata con Mario Draghi e di aver ricevuto una proposta di compromesso sulla supervisione bancaria che sarà valutata oggi.