Mani forti su Mps +28%, oggi il piano

La Borsa punta su aumento light e conversione dei bond. Fondi in manovra per l'assemblea

Il primo passo verso il nuovo Monte dei Paschi è stato fatto senza strappi interni al cda. Il piano industriale che dovrà garantire il rilancio della banca senese sarebbe infatti stato approvato all'unanimità dai consiglieri riuniti ieri a Milano in una lunga maratona iniziata poco dopo le dieci di ieri mattina e non ancora finita quando il Giornale è andato in stampa. Sul tavolo del board c'erano anche i risultati dei nove mesi e le modalità della ricapitalizzazione che sarà contestuale al varo della cartolarizzazione delle sofferenze. Secondo le previsioni degli analisti, dovrebbe ridursi l'importo dell'aumento originariamente previsto fino a 5 miliardi di euro, a favore di una almeno parziale conversione in azioni dei debiti subordinati, mentre lo smaltimento di circa 28 miliardi di npl nelle mani del fondo Atlante dovrebbe essere confermato con la possibile estensione delle cessioni a una parte delle inadempienze probabili. Resta da capire se il neo ad Marco Morelli deciderà di incorporare già nei risultati del terzo trimestre i costi del piano di ristrutturazione.

Mentre il consiglio discuteva sui dettagli del maxi-riassetto, in Borsa il titolo Mps strappava al rialzo con una nuoca seduta record: le azioni hanno chiuso con un +28,28% a 0,34 euro sui livelli di inizio luglio dopo una serie di stop in asta di volatilità e un massimo di seduta a 0,35 euro (+31%). Da lunedì scorso, quando il titolo aveva chiuso a 0,17 euro il valore è raddoppiato: l'aumento è del 100% e la capitalizzazione è risalita a 1,017 miliardi di euro. Boom anche di scambi: è passato di mano il 14,7% della banca, portando i volumi movimentati in cinque sedute al 50,7 per cento. Secondo alcuni analisti, i fondi potrebbero avere rastrellato azioni in vista dell'assemblea di fine novembre per costituire un nocciolo duro al momento del voto pro-piano. Oppure si tratta di arbitraggi tra bond e azioni in attesa della conversione. Di certo, al netto della speculazione, qualcuno pare già scaldarsi a bordo campo per essere pronto quando si giocherà la partita dell'aumento e quando nelle prossime settimane si aprirà l'accesso per gli aspiranti investitori - compresa la cordata di Corrado Passera - ad alcuni dati (data room) riservati della banca. Questa mattina il nuovo piano verrà comunque presentato alla comunità finanziaria.

Quanto all'impatto sul personale, l'incontro fra i vertici del Monte e i sindacati (inizialmente previsto per le ore 20 di ieri) è slittato alle prime ore di oggi. Sul tavolo, i numeri filtrati nei giorni scorsi relativi all'impatto occupazionale del progetto di Morelli. Dal vecchio piano al 2017 mancano 2.500 uscite (erano 8mila complessive e ne sono state realizzate 5.500). Queste per 1.500 unità riguardavano uscite anticipate. Altre 1.000 secondo il vecchio piano firmato dall'ex ad Fabrizio Viola sarebbero dovute arrivare con chiusure di filiali e cessione di banche estere ma il numero non era più definito dopo la decisione di internalizzare la controllata Consum.it. Il piano targato Morelli allunga l'orizzonte al 2019 per cui se ci fossero - come ipotizzato - 3mila uscite complessive e quindi 500 aggiuntive per il 2019 potrebbe ricevere il disco verde dai rappresentanti dei bancari.