Marchionne: «No Fca-Psa» E si riparla di Volkswagen

L'ad: «Da Peugeot vantaggi limitati e problemi industriali». Con Wolfsburg benefici reciproci

Pierluigi Bonora Il mondo dell'auto sembra fatto di porte girevoli: si aprono e si chiudono. E a volte restano bloccate, senza possibilità di intervento, come è accaduto, da parte Usa, durante il lungo corteggiamento di Fca a Gm. Ad aprirsi e chiudersi nell'arco di 24 ore sono state invece, anche se indirettamente, le porte di casa Psa, a Parigi, nei confronti del gruppo italo-americano. L'ad di Fca, Sergio Marchionne, ha infatti risposto picche alla disponibilità di Psa Peugeot Citroën, per voce del ceo Carlos Tavares, di prendere in esame, visto che i conti vanno bene, anche un'ipotesi di consolidamento. Fca a parte, che per prima lo scorso anno ha sottolineato la necessità, per il settore, di pensare a nuove unioni tra costruttori, trovando però scarsi riscontri alla luce del sole, il gruppo francese è il primo a ufficializzare un'apertura. Marchionne, però, parlando da Chicago, ha subito raffreddato gli entusiasmi: «Considerando il panorama internazionale - così l'ad italiano - un'alleanza con Psa non è una cosa da farsi. E nonostante ci sia un certo vantaggio, quel vantaggio è troppo basso. Va a limitare le scelte di Fca andando avanti. Andremmo a rafforzare la posizione in Europa senza risolvere il problema fondamentale dell'industria».Significa che un matrimonio Fca-Psa aggraverebbe il problema della sovracapacità in Europa. È vero che Psa avrebbe importanti vantaggi, essendo assente sul mercato Usa, mentre Fca usufruirebbe delle importanti sinergie di Parigi in Cina, considerato che Dongfeng è l'azionista forte di Psa insieme all'Eliseo. Ma questo, per Marchionne, non basta. Psa e Fca, infatti, dovrebbe sedersi al tavolo e programmare una serie di tagli nel Continente amico, rischiando pesanti conflitti sindacali.«Il grande vantaggio di Fca come potenziale partner in un consolidamento - ha proseguito Marchionne - è che riusciamo a coprire in modo intelligente tre parti del globo: Usa, Europa e America Latina, anche se ora è in difficoltà. Siamo molto più deboli degli altri in Cina, ma come partner offriamo una copertura globale». A questo punto cosa può succedere ora?Una prima risposta al no di Marchionne a un'ipotetico matrimonio con Psa è arrivata dalla Borsa: -1,9% e titolo a 7,1 euro. Oggi, però, le cose dovrebbe cambiare perché, secondo le prime stime, le immatricolazioni di auto in Italia a marzo sarebbero cresciute intorno al 17%, con Fca meglio del dato generale.Le dichiarazioni di Tavares hanno comunque riacceso l'attenzione su possibili nuovi matrimoni nell'auto. Ed ecco spuntare nuovamente, come socio ideale di Fca, il Gruppo Volkswagen, pronto a riprogrammare il suo futuro una volta saldati i conti derivanti dal dieselgate. Fca e Vw si annusano da anni e i tedeschi, visti gli sviluppi di Lamborghini, Ducati e Italdesign, hanno dimostrato di aver rispetto per i marchi italiani. Fca offrirebbe a Wolfsburg la sua forza negli Usa e i tedeschi tutto il loro peso nell'area Asia-Pacifico. «Un'importante complementarietà sui 2/3 del mercato mondiale», precisa un osservatore.

Commenti

pastrellandrea

Ven, 01/04/2016 - 11:40

Bene! Anch'io avrei detto di no. PSA non è il partner giusto.

Anonimo (non verificato)