Il martedì nero dell’oro

Martedì nero per l’oro che ha lasciato sul terreno il 3,7% chiudendo a 586,50 dollari l’oncia. Si tratta del livello minimo dallo scorso 5 aprile. Il metallo giallo ha sofferto la tenuta del dollaro e la ottima performance dei mercati obbligazionari. La sindrome da tassi di interesse ha spinto poi i fondi a liquidare le posizioni su molti comparti. Così il rame è sceso di oltre il 3% a 6.790 dollari. Medesimo copione per il greggio con il future del Wti debole, in area 69 dollari al barile.