A marzo rifiorisce la raccolta incassati oltre 10 miliardi

Nuovo record del patrimonio, a quota 1.962 miliardi Bilanciati in accelerazione, monetari ancora in rosso

Oltre 10 miliardi di euro. A tanto è ammontata la raccolta netta mensile dell'industria italiana del risparmio gestito nel mese di marzo: un flusso in aumento del 35,6% rispetto ai 7,45 miliardi di febbraio e che porta a 22,2 i miliardi di raccolta netta del primo trimestre 2017. Grazie anche a questo risultato mensile, il patrimonio complessivo ha raggiunto 1.962,2 miliardi, stabilendo il nuovo livello massimo di sempre. Un patrimonio che ora più che mai è diviso quasi a metà tra i fondi comuni (976,1 miliardi, pari al 49,7% del totale) e gestioni di portafoglio (986,2 miliardi, ovvero il 50,3% del totale). Tornando ai flussi di raccolta, sono stati ancora i fondi comuni a trainare le adesioni mensili (5,1 miliardi), davanti alle gestioni di portafoglio per investitori istituzionali (4,3 miliardi) e a quelle per il pubblico retail (599 milioni). Guardando nello specifico i gradimenti dei risparmiatori, si nota che, sebbene i fondi obbligazionari (1,87 miliardi) siano risultati i più gettonati, i bilanciati (1,66 miliardi) hanno registrato un'accelerazione rispetto al mese precedente, sorpassando al secondo posto i flessibili (1,56 miliardi): buono pure il saldo mensile degli azionari (727 milioni), tornato in attivo dopo il rosso di 55 milioni di febbraio. Prosegue, invece, la disaffezione del pubblico verso i monetari (-633 milioni a marzo, e -786 milioni da inizio anno), caratterizzati da performance negative penalizzate, a loro, volta, dai tassi della Bce applicati sui tassi interbancari. A livello di patrimonio in gestione, gli obbligazionari restano leader di mercato con il 41,6%, seguiti dai flessibili (24,1%), dagli azionari (21,6%), dai bilanciati (8,7%) e dai monetari (3,6%). Infine, mentre i fondi di diritto italiano hanno raccolto soli 269 milioni, i fondi di diritto estero hanno registrato un saldo positivo di 4,8 miliardi, portando a 12,4 i miliardi accumulati da inizio anno (contro i 2,5 miliardi dei fondi di diritto italiano).