«Maxi aumento per Fiat» e il titolo crolla del 6%

Battesimo, oggi, davanti ai membri della famiglia Agnelli, di Cnh Industrial, il nuovo colosso che nascerà dalla fusione di Fiat Industrial e Cnh. Il presidente Sergio Marchionne e il coo di Cnh e del futuro gruppo unificato, Rich Tobin, spiegheranno all'assemblea dell'accomandiota Giovanni Agnelli & C Sapaz gli ultimi passi che porteranno alle nozze e alla quotazione, a New York e Milano, della nuova realtà, il cui nome è stato annunciato ieri. La giornata finale dell'incontro presieduto da John Elkann sarà, di fatto, l'ultima del vecchio corso del gruppo torinese.
Infatti, oltre a salutare la nascita di Cnh Industrial, i 50 esponenti della famiglia Agnelli si preparanno a misurarsi con il nuovo gruppo automobilistico di dimensioni mondiali Fiat-Chrysler. Marchionne, che raggiungerà Maranello dopo aver aperto, a Venezia, il Workshop del Consiglio Italia-Usa, spiegherà all'accomandita l'andamento del difficile negoziato con il fondo Veba, nella cui mani c'è il 41,5% di Chrysler, quanto manca a Fiat per salire al 100%del gruppo di Auburn Hills.
In proposito, l'ipotesi ventilata ieri da Morgan Stanley di un aumento di capitale nell'ordine dei 2-4 miliardi, è costata a Fiat un'ondata di vendite in Borsa. Il titolo, dopo una sospensione, ha perso il 6,48% a 5,91 euro.
Morgan Stanley prevede che Fiat salga al 100% di Chrysler nel corso del 2014 a un costo compreso tra i 2 e 5 miliardi. L'operazione, secondo gli analisti, porterà a un miglioramento degli utili per azione, ma anche a un «incremento significativo del debito a circa 10 miliardi, per un rapporto debito/equity al 100%». Il debito, inoltre, «verrà tutto da Fiat e l'intera liquidità di Chrysler, tranne 1,5-2 miliardi di dollari, sarà probabilmente protetta fino al 2015/2016».
La banca d'affari nota anche che le quotazioni di Fiat, di recente, sono salite in attesa di novità sul fronte Usa, ma ritengono ora probabile un calo, mentre l'attenzione si sposta «su una struttura patrimoniale non attraente».
Un altro giudice di Torino, intanto, per la seconda volta in due anni, ha ordinato alla Dicembre, società che raccoglie gli eredi di Giovanni Agnelli e fa capo a John Elkann, di diventare più trasparente.
La società dovrà ora depositare tutti i fatti e gli atti modificativi dei patti sociali intervenuti dopo la costituzione della holding il 15 dicembre 1984.