Mediaset affila le armi per la guerra con Vivendi

Oggi il cda potrebbe avviare l'azione legale Risale il titolo in Borsa (+1,2%). Bene la Spagna

Maddalena Camera

Mediaset è salita ieri in Borsa dell'1,2% dopo lo scivolone di martedì, causato dalla rottura con Vivendi. I francesi hanno cambiato le carte in tavola, dichiarando di non voler più acquistare il 100% della pay tv Premium ma soltanto il 20%, oltre al 15% della stessa Mediaset. Oggi la società guidata da Pier Silvio Berlusconi e presieduta da Fedele Confalonieri, che nel pomeriggio riunisce il consiglio di amministrazione per approvare la semestrale, prenderà le proprie contromisure, che potrebbero sfociare nell'avvio di un'azione legale nei confronti di Vivendi. A meno che Parigi non riveda le proprie intenzioni e non accetti di scoprire definitivamente le carte: il contratto siglato in aprile con Mediaset appare infatti blindato, perché non prevede alcuna clausola rescissoria. Insomma in mancanza di una proposta accettabile da parte dei francesi, sarà guerra legale. La conference call con gli analisti è attesa alle ore 18.00.

Nelle stesse sale operative c'è peraltro già la convinzione che il gruppo di Cologno Monzese non sia disposto a scendere a compromessi: la richiesta danni a Vivendi potrebbe essere di 1,8 miliardi. Gli analisti di Icbpi rimarcano, però, come il contenzioso legale «aprirebbe una fase di incertezza». Il problema centrale resta che l'attuale proposta di Vivendi appare inaccettabile per il gruppo italiano: la quota post riassetto della controllante Fininvest in Mediaset scenderebbe dall'attuale 34,8% al 30,7% circa. «Una diluizione - scrivono gli analisti - che dubitiamo venga accettata». Perché Fininvest perderebbe il controllo di fatto sul gruppo tv, e tutto questo senza alcuna contropartita reale. Senza contare il silenzio assordante con cui la politica osserva quella che appare una scalata surrettizia a una delle maggiori società del Paese.

Gli occhi di Piazza Affari sono poi puntati sui conti di Premium, che saranno diffusi oggi: l'attesa è per il rispetto della tabella di marcia con il break even atteso nel 2017.

Nonostante lo strappo di Vivendi gli analisti di Equita hanno comunque ribadito il rating buy e il target price a 4,2 euro per Mediaset. Banca Akros ha invece alzato il rating da neutral ad accumulate, sottolineandoc come «l'aspetto speculativo» dell'interesse di Vivendi a ottenere una maggior quota in Mediaset «sia importante». «Pensiamo, quindi, che l'attuale prezzo di Borsa di Mediaset sia un punto di ingresso molto interessante».

Intanto la controllata spagnola, Mediaset Espana ha diffuso i risultati trimestrali con ricavi in crescita del 9% a 521,6 milioni; l'utile netto è salito del 20,3% a 117,7 milioni. La cassa scende da 244,8 milioni a 65,4 milioni dopo il pagamento di 167,4 milioni di dividendi e l'acquisto di azioni per 91,4 milioni. La società conferma una solida leadership sul mercato pubblicitario, dove ha una quota del 43,6% nel semestre. L'audience medio sulle 24 ore è stato del 30,5% a fine giugno.