Mediaset lancia «All21», lo spot a reti unificate

Ha già conquistato i grandi investitori «All21», il primo break pubblicitario che andrà in onda contemporaneamente sulle sette reti Mediaset, a partire da lunedì prossimo. La nuova offerta ha riscosso un successo immediato tra i «big spender» del mercato italiano, che hanno già prenotato tutti gli spazi disponibili per il primo mese di messa in onda. Unicità e brevità sono gli atout di «All21»: una sola volta al giorno, un minuto in tutto. Ma nel momento migliore: le 21, cioè il punto di massimo ascolto della fascia di prima serata, quando lo share sulle reti supera il 30%, con dieci milioni di telespettatori potenziali.
Una proposta destinata a un pubblico quanto mai variato: non solo quello delle tre reti generaliste - Canale 5, Italia Uno, Retequattro - ma anche quello dei canali tematici; femminile per La5, più eterogeneo per Mediaset Extra, e ancora i cinefili di Iris e i giallofili di TopCrime. Catturare la loro attenzione è la sfida più ambita dagli investitori pubblicitari: anche durante uno dei programmi più amati, Striscia la notizia, che comincia proprio lunedì e per la prima volta sarà interrotto dai «consigli per gli acquisti».
Certo, molto si gioca sulla velocità: se ai tempi di Carosello ogni réclame - come allora si chiamava - durava un minuto, oggi in quegli stessi 60 secondi possono starci anche due e perfino tre spot. Un batter di ciglia, comunque, in confronto alla media delle interruzioni pubblicitarie: e le ricerche specializzate dicono che più breve è la durata dello spot, più sale l'audience di un programma. E per sottolineare meglio il concetto, sul teleschermo durante «All21» un cronometro scandirà il conto alla rovescia: come dire, lasciate stare il telecomando.
Intanto, buone notizie arrivano dalla Spagna, dove il mercato televisivo sta dando segnali di ripresa. Secondo gli analisti di Equita, dopo il -10% del secondo trimestre è atteso un -5% nel terzo e un quarto trimestre a -2%. Quindi Equita ha deciso di alzare le stime di Mediaset Espana del 5% sul 2013 e del 24% sul 2014.