Mediaset, per la pay tv ci sarà una nuova società

Ma non c'è alcuna fretta nella ricerca di nuovi soci. Con Telefonica si valutano tutte le partnership. La pubblicità pesa sui conti: semestre in rosso per 20 milioni

Mediaset archivia un semestre difficile, in rosso per 20 milioni, ma riesce comunque a ridurre costi e indebitamento, mentre continuano le trattative per la pay tv Premium. Il Biscione prepara lo spin-off delle attività a pagamento, funzionale alla creazione di una nuova società aperta a Telefonica, da poco entrata con una quota dell'11%, e, in futuro, ad altri investitori. «Un processo che richiederà il resto dell'anno», spiega il direttore finanziario Marco Giordani, mentre con il gruppo spagnolo «stiamo valutando tutte le possibilità di partnership».

E più che ai conti, usciti a Borsa chiusa, il mercato ha guardato proprio al futuro di Premium. Il titolo Mediaset ha chiuso in rialzo dell'1,48% a 3,15 euro, dopo il vertice dei giorni scorsi tra Piersilvio Berlusconi e Vincent Bolloré: il numero uno di Vivendi sarebbe in corsa per rilevare, attraverso Canal+, una partecipazione importante in Premium. Se fino a questo momento in pole position tra i futuri soci di peso c'era il gruppo del Quatar Al-Jazeera, l'incontro tra il vicepresidente di Mediaset e il finanziere bretone sembra suggerire che le quotazioni di Vivendi siano in rialzo. Ma Mediaset prende tempo: «Non ci sono aggiornamenti - dichiara Giordani agli analisti - non siamo sotto pressione». E sottolinea che «rispetto a sei mesi fa la nostra posizione nella pay tv è più sicura, stabile, e migliore», citando l'acquisto dei diritti della Champions League e della serie A di calcio.

Tornando ai conti, nel periodo gennaio-giugno Mediaset ha riportato ricavi netti consolidati sostanzialmente stabili (-0,7%) a 1,725 miliardi nonostante la contrazione della raccolta pubblicitaria in Italia del 3,9%. Il risultato netto, su cui pesa l'effetto della svalutazione di Digital+ prima della vendita a Telefonica, è negativo per 20,5 milioni a fronte di 30 milioni di utile di un anno fa. In chiaro miglioramento l'indebitamento finanziario netto di gruppo che scende a 1,026 miliardi (da 1,459 miliardi di dicembre), per effetto di una generazione di cassa di 165,2 milioni e dell'incasso di 280,2 milioni dalla cessione della partecipazione in EI Towers.

Quanto al futuro, il quadro economico generale in Italia, spiega una nota della società, «rende ancora difficile produrre stime attendibili circa l'evoluzione del risultato economico consolidato per l'esercizio». Un andamento della raccolta pubblicitaria di luglio, in Italia, in linea con il -3,9% dei primi sei mesi dell'anno «potrebbe essere - secondo il direttore generale di Publitalia, Luigi Colombo - un buon risultato», e agosto potrebbe allinearsi.