Mediaset punta l'utile e non guarda la Borsa

Ieri Mediaset, in Borsa, ha chiuso una seduta positiva guadagnando lo 0,98% a 3,1 euro. Nell'ultimo mese il titolo del Biscione ha vissuto un po' di saliscendi a Piazza Affari, ma a Cologno Monzese il management non si allarma per la performance, così come non si è entusiasmato eccessivamente per il raddoppio delle quotazioni negli ultimi sei mesi. Per il presidente Fedele Confalonieri, il vice Pier Silvio Berlusconi e l'ad Giuliano Adreani, il vero scopo è quello di riportare quanto prima in utile il gruppo che nel 2012 ha chiuso per la prima volta nella sua storia il bilancio in rosso. Aver chiuso i primi sei mesi del 2013 con profitti per 30 milioni, ancorché in calo sull'anno precedente, è già un segno che gli sforzi hanno prodotto qualche frutto.
La strategia di taglio dei costi da 400 milioni e i primi segnali di ripresa del mercato pubblicitario hanno convinto le principali case d'affari (ultima nell'ordine è stata Bank of America-Merrill Lynch) a rivedere al rialzo le stime degli utili nel 2013 e nel 2014 e, conseguentemente, a riparametrare i vari target price che ora riflettono maggiormente le quotazioni attuali. Un successo dei palinsensti autunnali potrebbe dare propulsione al fronte ricavi. Il mercato, inoltre, attende entro fine 2014 l'emissione di un bond da 500 milioni che consentirà di ottimizzare ulteriormente la struttura finanziaria. I numeri sono questi anche se, mediaticamente, fa sempre più notizia l'azionista di riferimento, ossia la Fininvest di proprietà di Silvio Berlusconi (che attraverso Mondadori detiene il 36% dell'editrice de Il Giornale). I rialzi e i ribassi del titolo sono quasi sempre spiegati dai media in senso «politico», ma la realtà, come dicono i numeri, è un'altra.