Mediolanum fa il pieno di raccolta e nuovi clienti

Ennio Doris: «Vogliamo un Cet 1 oltre il 20%. Bollorè? Lo stimo molto. Massimo: «A marzo 500 milioni di flussi»

Cinzia Meoni «Il 2016 è partito benissimo» per Banca Mediolanum che, anche a marzo, ha registrata dati in decisa crescita, sia a livello di clienti che di raccolta». Lo ha dichiarato Massimo Doris, ad del gruppo, anticipando i dati più dettagliati attesi l'8 aprile, nel corso dell'assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il bilancio 2015. Complici le preoccupazioni relative all'introduzione del bail-in, il gruppo ha saputo attrarre masse, clienti e family bankers da altre realtà grazie anche grazie all'elevato livello di patrimonializzazione (il Cet1 si attesta al 19,66%). A marzo, infatti, Banca Mediolanum ha registrato un aumento del 20% dei nuovi clienti e una raccolta di «oltre mezzo miliardo». «Dopo il salvataggio delle quattro banche in difficoltà a novembre, i risparmiatori si sono trovati di fronte al fatto che, mettere i soldi in una banca piuttosto che in un'altra, non è la stessa cosa e c'è stata la corsa verso la qualità», ha spiegato Doris, ricordando poi che, a gennaio, i nuovi clienti erano già aumentati del 52% e a febbraio del 24%. Nonostante i dati, il gruppo ha ceduto in Borsa, in una giornata pessima per il listino, il 3,9% a 6,82 euro. Per i prossimi mesi il presidente Ennio Doris, ha due obiettivi chiari. Innanzitutto «creare una storia di dividendi in crescita, quindi speriamo di dare 30 centesimi anche nel 2016 anche se gli utili fossero teoricamente inferiori». Visto che è in vigore il bail-in, la banca intende però rafforzare ancora la patrimonializzazione. «Vogliamo superare il 20% di Cet 1, per una questione psicologica. Diventa un elemento di marketing perché così si sottolinea la solidità della banca», ha sostenuto il presidente. Quanto alle strategie di crescita, Doris ha aggiunto di vedere delle opportunità in Germania, dove Mediolanum punta a espandersi attraverso la controllata Bankhaus August Lenz. Il gruppo guarderebbe poi ad altri Paesi europei, in particolare all'apertura di una Sgr a Londra. Doris si è infine detto «contento» della quota in Mediobanca (3,4%) rivalutata in bilancio: «I risultati sono buoni, stanno crescendo», ha detto il banchiere aggiungendo di nutrire «grande stima e rispetto per Vincent Bollorè», socio di Piazzetta Cuccia e presidente di Vivendi. Doris sembra infine aver preso con filosofia il contenzioso con il fisco chiuso, a dicembre, versando 120 milioni: «Quando si parla di fisco in Italia, si sa che ha bisogno di soldi. Noi siamo un'azienda che guadagna, se anche paghiamo un po' di più per questo Paese, va bene lo stesso».