Mediolanum, Fininvest resta al 30% Il consiglio di Stato accetta il ricorso

Cinzia MeoniIl Consiglio di Stato dà ragione a Silvio Berlusconi: Fininvest potrà mantenere l'intera quota detenuta in Banca Mediolanum (pari, secondo i rilievi di Consob, al 30,04% del capitale) e non sarà più tenuta a vendere la quota eccedente il 9,9%. Lo ha deliberato ieri Palazzo Spada, mettendo la parola fine a una complessa vicenda iniziata ormai un anno e mezzo anni fa. Le motivazioni non sono ancora note. Ma già le prime indiscrezioni pubblicate dalle agenzie di stampa in chiusura della seduta di Borsa hanno messo le ali a Banca Mediolanum che è balzata in alto del 3,5% a 6,78 euro.«Ho appreso la notizia dallo stesso Silvio Berlusconi. Sono molto felice del risultato e mi auguro che la ultratrentennale collaborazione con Fininvest, una partnership che finora ha dato numerosi e proficui frutti, possa proseguire su questa strada», ha dichiarato a Il Giornale Ennio Doris, presidente del gruppo. «Spero poi che, con oggi, sia finito il lungo periodo di incertezza sull'azionariato del gruppo», ha aggiunto. Un'incertezza che ha penalizzato il titolo in Borsa a causa il cosiddetto rischio overhang, ovvero l'eventualità che il mercato fosse inondato di titoli nonostante la disponibilità data dello stesso Doris ad acquisire parte della quota in vendita. Capitolo chiuso. I protagonisti possono tirare un sospiro di sollievo e pensare al rinnovo del patto di sindacato che lega, in Banca Mediolanum, la famiglia Berlusconi con quella di Doris (a cui complessivamente fa capo il 38% circa del capitale) e che è in scadenza a settembre. A imporre alla holding del Cavaliere l'obbligo di vendere la quota eccedente era stata Bankitalia con un provvedimento del 7 ottobre del 2014. La decisione era stata presa dopo la perdita dei requisiti di onorabilità da parte dell'ex premier.