La metamorfosi verde: ai soci Egp 0,486 azioni

Londra Enel accelera la metamorfosi verde e integra le attività di Enel green power nel core business. Solare, eolico, idroelettrico e geotermia non saranno più aree di sviluppo collaterali a quella elettrica, ma diventeranno il cuore dell'attività aziendale. Con l'aggiornamento del piano 2016-2019 presentato ieri a Londra, prende forma la svolta verde promessa da Francesco Starace con l'insediamento alla guida dell'Enel. Con l'operazione una scissione parziale non proporzionale di Egp in favore di Enel è previsto il delisting di Egp da Piazza Affari e gli azionisti riceveranno 0,486 azioni Enel di nuova emissione per azione Egp senza conguagli (per Equita si tratta di un premio del 2% sui prezzi di chiusura di martedì). Ad integrazione avvenuta, dopo le assemblee straordinarie dell'11 gennaio, l'unico azionista titolare di partecipazioni superiori al 2% di Enel sarà il Tesoro, la cui quota scenderà dal 25,54% al 23,56%. Ma cosa si porta in casa Enel? In questi cinque anni Egp ha accresciuto la capacità installata a 10,6 GW, l'ebitda a 1,8 miliardi ( +38%) e ha fatto lievitare la propria presenza internazionale (il 70% del totale capacità installata). Non molto significativo il trend del titolo in Borsa che, debuttando a 1,6 euro si è mosso tra 1,02 dell'agosto 2012 e i 2 euro di martedì. «L'operazione - ha detto Starace - ci permetterà di cogliere nuove opportunità di mercato, realizzare sinergie (800 milioni), aumentare la capacità di investimento, integrare generazione, reti e mercato retail». In ragione della nuova vocazione del gruppo, la metà degli investimenti del nuovo piano - che crescono di 2,7 miliardi a 17 miliardi rispetto al piano di marzo - sarà dedicata al business green.SF