Dal Metauro a Milano, l'uomo in blu jeans nel salotto di Bazoli

Marchigiano come Della Valle, ha iniziato con la Benelli per poi fondare la blue valley italiana. E ora entra, con lo sconto, nella Mittel

La rivoluzione in uno dei salotti più blasonati di Piazza Affari, quello di Mittel, ha ridestato dal torpore la comunità finanziaria. Tanto più visto che, a entrare nella finanziaria per anni presieduta da Giovanni Bazoli, a capo di Intesa Sanpaolo, è la Blue Fashion Group, holding della famiglia Stocchi su cui persino le cronache locali sono piuttosto avare di dettagli. Il gruppo marchigiano che vanta 150 milioni di patrimonio netto, è infatti subentrato alla Carlo Tassara di Romain Zaleski (verso cui Intesa è tra le banche più esposte) divenendo primo azionista di Mittel con il 15,3% del capitale per 26,3 milioni. L'operazione è avvolta nel massimo riserbo con due unici fattori che accomunano i protagonisti della vicenda: la stretta vicinanza delle sedi milanesi di Mittel e Blue Line (controllata da Blue Fashion Group), la prima in Piazza Diaz 7 la seconda al 6, e il fatto che un gruppo come quello degli Stocchi, tra i leader europei nell'abbigliamento, non può non avere rapporti con Intesa Sanpaolo. Il resto si può facilmente immaginare.

Andando un po' più a fondo, si scopre poi che alla presidenza della Blue Fashion Group, vi è una vera leggenda delle Marche: Franco Stocchi, un self made man con il talento di Re Mida che, in pochi anni, ha trasformato la valle del Metauro in una blue valley , il distretto dei jeans made in Italy. Classe 1946, l'imprenditore è sposato con tre figli, quasi tutti in azienda. Narrano le cronache che Stocchi, originario di Urbania (provincia di Pesaro-Urbino), dopo il diploma in congeniatore meccanico, cerca fortuna all'estero emigrando per due anni nel Cantone di San Gallo (Svizzera) dove lavora come fresatore tornitore e saldatore. Tornato in Italia decide di aprire, insieme al fratello Mario, un'azienda specializzata nella meccanica di saldatura (la Sgm, che ha prodotto telai per la Benelli moto, è specializzata nella telaistica medio leggera e oggi è tra i fornitori di un'altra eccellenza italiana: la Tecnogym). Negli anni '70 la crisi della Benelli, suggerisce a Stocchi una svolta: la diversificazione nell'abbigliamento per conto terzi (e in particolare nel capo oggi come ieri più alla moda, i jeans) con la Blue Line Project. È il boom. La società arriva a produrre oltre un milione di jeans all'anno per alcuni dei brand più desiderati degli anni '80, come Cotton Belt, Laura Biagiotti e Rifle. Poi nel 1997 un altro colpo di genio unito al fortunato incontro con i fratelli Chionna: la creazione del marchio Jackerson il cui 90% è stato venduto, 11 anni dopo, per 140 milioni a dei fondi. Da lì il decollo, il gruppo continua a crescere rafforzandosi sul territorio, acquisendo altre realtà e diversificandosi nel ramo immobiliare.

Paragoni e punti interrogativi si sprecano. Sarà, viste le comuni origini marchigiane, il nuovo Diego Della Valle? Stessa generazione (il numero uno di Tod's è nato nel '53), simile coinvolgimento della famiglia nel gruppo e approfondita conoscenza e valorizzazione del territorio. Solo il prossimo futuro saprà dire se, al di là di queste iniziali analogie, si possa intravedere un interesse di Stocchi ad acquisire peso nei pochi salotti tricolori rimasti. Per ora la finanziaria marchigiana si è limitata a motivare l'ingresso in Mittel per «contribuire a rafforzare la strategia di investimenti diretti del gruppo». Alcuni broker, come Equita, evidenziano le potenzialità inespresse di Mittel che tratta a uno sconto del 42% sul Nav ( net asset value ). In attesa di saperne di più, Piazza Affari sembra credere nel fiuto di Stocchi e Mittel chiude la seduta a 1,61 euro (+5%).