Milano maglia nera E il Pil calerà ancora

A Piazza Affari il governo fa più paura della guerra. Mentre alle Borse europee è bastato il buon andamento di Wall Street per superare le tensioni legate alla Siria e tornare in positivo a fine giornata, Milano, depressa dall'incertezza politica e dai venti di guerra, non è riuscita a risollevarsi e ha chiuso in calo (-1,35% il Ftse Mib), unica eccezione negativa tra le piazze del Vecchio continente. E specchio fedele della fotografia scattata dall'Eurostat, che mostra un'Europa che cresce e un'Italia che arranca. Nel secondo trimestre il pil segna +0,3% nell'Eurozona e addirittura +0,4% nella Ue a 27: la recessione, almeno tecnicamente, è alle spalle. Ma non per il nostro Paese, che resta a fondo classifica con un Pil a -0,2%.
Anche se il governo Letta mostra un cauto ottimismo: il Tesoro si appresta a rivedere al ribasso le stime del pil 2013 (dal -1,3% attuale), ma conferma il ritorno alla crescita nel quarto trimestre e «prospettive favorevoli per il 2014». Lo si legge nella relazione trasmessa al Parlamento dopo il passaggio al Consiglio dei ministri del 28 agosto. La relazione rinvia comunque alla nota di aggiornamento al Def che sarà pronta entro il 20 settembre. Resta il fatto che in tutta Europa ancora non si vedono miglioramenti a livello di mercato del lavoro, e resta debole anche il credito, cruciale per alimentare investimenti e ripresa. Così, dal direttivo della Bce di oggi non sono attese variazioni sui tassi di interesse - dal minimo storico dello 0,5 % cui sono stati abbassati nel maggio scorso - ma piuttosto nuove rassicurazioni da parte di Mario Draghi sull'intenzione di non aumentarli per un lungo periodo. E dal Fmi arrivano segnali d'allarme: i mercati finanziari - si legge in una nota per il G20 di San Pietroburgo - rischiano di entrare in una nuova fase di instabilità, a causa degli effetti dell'imminente stretta monetaria della Federal Reserve, che potrebbe avere un duro impatto sulle economie emergenti, già in frenata.