Moda, gioiello da 70 miliardi

Il settore traina l'occupazione. Ma i colossi sono francesi

Cinzia Meoni

L'intero sistema-moda italiana, 163 aziende, vale all'incirca quanto i primi tre operatori francesi, 70,4 miliardi di giro d'affari di cui il 12,4% è fatturato dalle 26 società di proprietà d'Oltralpe. Considerando poi che la Luxottica di Leonardo Del Vecchio (nella foto), il maggiore gruppo italiano con un giro d'affari di 9,2 miliardi, si è unita in matrimonio con la francese Essilor, l'incidenza delle vendite attribuita a gruppi francesi è destinata a salire. Ma non sono solo i due colossi del lusso francesi, Lvmh e Kering, a spartirsi il controllo dei brand italiani. In tutto, infatti, le aziende di proprietà straniera sono 66 e rappresentano il 34% del fatturato. È quanto emerge dal report dedicato al settore dall'Ufficio Studi di Mediobanca che ha preso in esame le aziende del fashion con un giro d'affari superiore ai 100 milioni, analizzando i bilanci nel periodo 2013-2017.

Il comparto è complessivamente cresciuto del 28% rispetto al 2013 e vale l'1,3% del Pil nazionale, con un'incidenza dell'utile netto sul fatturato salita dal 4,2% del 2013 al 5,3% del 2017 e una forza lavoro di 363mila occupati (+60mila rispetto al 2013). I dati sono trainati dall'export che rappresenta il 63% delle vendite del settore (+22,9% sul 2013) e il 90% per quanto riguarda l'occhialeria. Negli ultimi mesi, tuttavia, il ritmo di marcia è rallentato sia a livello di vendite (+4,5% nel 2017 rispetto al +9,9% del 2015), sia a livello di utile operativo (è all'8,9% sul fatturato rispetto al 9,6% del 2013). La causa è la contrazione della redditività nella pelletteria (l'ebit è sceso dal 14,9% all'11,7%) e nell'occhialeria (la marginalità è passata dal 12,8% all'11,7%).

In questo scenario sono protagoniste le 15 aziende con un giro d'affari oltre i 900 milioni che si distinguono per redditività (l'utile operativo si attesta all'11,6% rispetto al 6,8% delle altre) e di liquidità (l'incidenza della liquidità sull'indebitamento finanziario è del 139,8% rispetto al 52,2% delle «inseguitrici»). Le società più piccole hanno però mostrato un ritmo di crescita superiore: tra il 2013 e il 2017 le vendite sono aumentate del 9,5% l'anno rispetto al +3,5% registrato dalle Top15. In Europa sono 43 i gruppi con un giro d'affari superiore alla soglia indicata e con ricavi complessivi per 226,5 miliardi. Le 15 italiane rappresentano solo il 13,4% delle vendite, lontano dal 30,3% della Francia.