Molmed cerca alleati in BigPharma

Nuova sede a Brescia. Non esclusi altri aumenti di capitale. Pronte 5 terapie sperimentali

L'ad e presidente Claudio Bordignon

Il 2014 si conferma un anno chiave per Molmed: l'azienda biotech ha raggiunto importanti risultati nelle terapie innovative per la cura del cancro, che potrebbero avere ricadute significative sul piano economico, dalla nuova sede all'alleanza con un colosso della farmaceutica. La data chiave è il 30 maggio, quando a Chicago si aprirà il 50° convegno annuale della Asco, il più importante al mondo in campo oncologico, dove Molmed presenterà cinque studi sulle terapie sperimentali Ngr e Tk. «La prima, che ha terminato la fase tre dello studio, è specifica per il mesotelioma - spiega l'ad Claudio Bordignon - cioè il tumore polmonare causato dall'amianto, ed è in grado di aumentare del 40% la durata di sopravvivenza nella popolazione a più alto rischio. Ma i dati clinici che abbiamo ne indicano l'efficacia clinica anche per altri tipi di neoplasie, per un mercato potenziale totale di oltre 1,4 milioni di nuovi casi all'anno in Europa, Nord America e Giappone. Quindi, stiamo parlando di un possibile blockbuster in campo farmaceutico, ed ecco perché stiamo avviando fin da ora contatti con diverse aziende del settore, in vista di una alleanza per l'estensione del suo impiego in un numero crescente di neoplasie».

Per Tk, invece, si profila un diverso percorso: «É un farmaco che possiamo e dovremo produrre “in casa” - dichiara l'ad -. Si tratta di una terapia cellulare delle leucemie ad alto rischio, per le quali il trapianto di midollo è l'unica terapia disponibile: superando la parziale compatibilità, consente in pratica di trovare un donatore per ogni paziente. Abbiamo già chiesto l'autorizzazione e contiamo, quindi, che Tk possa essere commercializzato a fine 2015: per allora, sarà pronta la nuova sede a Bresso, con i laboratori dove produrremo il farmaco che darà una speranza a tanti pazienti leucemici». Grandi progetti per i quali Molmed non esclude altri aumenti di capitale dopo quello da 5 milioni, concluso con successo nel primo trimestre: «Abbiamo avuto un'adesione immediata del 97% - ricorda Bordignon - e potremmo ripetere l'operazione: tutte le società biotech, nella fase di sviluppo di nuovi prodotti, sostengono ingenti costi, il cui ritorno economico è previsto negli esercizi futuri, quando i farmaci arrivano sul mercato».