Monte Paschi, lo Stato avrà il 4% post aumento

Il primo luglio lo Stato si troverà fra le mani il 4% del Monte Paschi, sul cui portone da ieri è ufficialmente appeso il cartello «vendesi»: tra fine maggio (forse lunedì 25) e inizio giugno partirà infatti il previsto aumento di capitale da 3 miliardi, previo raggruppamento delle azioni di una nuova ogni venti possedute, con cui Rocca Salimbeni rimedia alla bocciatura ricevuta agli stress test della Bce e alla conseguente pulizia di bilancio. Il calendario era ieri sul tavolo del cda, che ha fissato per il 14 aprile (il 16 in seconda convocazione) la decisiva assemblea dei soci chiamata ad approvare i conti, la ricapitalizzazione e a nominare il vertice, oltre ad alcune modifiche statutarie chieste dalla Vigilanza.

Il ministero dell'Economia diventa con il 4% il secondo azionista di Mps alle spalle di Fintech (4,5%), perché visto il profondo-rosso del 2014, il primo luglio l'ad Fabrizio Viola non potrà che pagare in carta gli interessi dei Monti Bond (243 milioni di euro, pari al 9,5%). Il Tesoro si è comunque impegnato a un lock up di 180 giorni, così da «allinearsi alla prassi del mercato» e ridurre per un «ragionevole periodo di tempo» il rischio di un over hang (eccesso di offerta) dopo la ricapitalizzazione. Come detto, l'aumento da 3 miliardi, il cui ammontare è sostanzialmente equivalente all'attuale capitalizzazione del Monte (+2,5% in Borsa), promette comunque di portare a Siena un nuovo padrone di casa, accanto alla Fondazione Mps (cui resta un residuo 2,5%) e ai suoi alleati sudamericani di Fintech e Btg Pactual: gli indiziati restano Ubi o Bnp Paribas.

L'aumento promette comunque di essere molto diluituvo per chi non farà la sua parte: per piazzare l'aumento della scorsa estate, il consorzio di garanzia aveva offerto uno sconto sul «terp», il prezzo teorico post stacco del diritto, pari al 35,5 per cento. Resta da capire che cosa farà l'ente di Palazzo Sansedoni, che ha affidato la gestione della liquidità alla società Quaestio (la stessa di Cariplo). Al momento il tripartito di «maggioranza» ha concentrato il 9% di Mps in un accordo di blocco con l'ambizione di esprimere la maggioranza del prossimo consiglio. «Quando comunicheremo la lista con i sei nomi per il cda avrete una bella sorpresa», ha detto ieri sibillino Marcello Clarich, presidente della Fondazione Mps. Dove, poco prima, aveva incontrato i rappresentanti di Btg Pactual e Fintech per analizzare l'aumento e la lista del cda.

Quest'ultimo ha intanto cooptato l'argentino Christian Wharmond, direttore di Fintech in Europa, al posto del dimissionario David Manuel Martinez. Viola e il presidente Alessandro Profumo, che hanno già ricevuto l'investitura ufficiosa della Fondazione e dei francesi di Axa (3,1%), dovrebbero essere confermati al comando, ma nulla è al momento deciso. Soprattutto considerando il silenzio di Profumo.