Montezemolo entra nella «Hall of fame»

Per un giorno Luca di Montezemolo tornerà al suo mai dimenticato grande amore per l'automobile e, soprattutto, per la Ferrari. Allo stesso tempo si toglierà una bella soddisfazione, quella di essere il settimo italiano nella storia a ricevere la più prestigiosa onoreficenza nell'industria automobilistica internazionale. L'ex numero uno di Ferrari, ora presidente di Alitalia, entrerà nella prestigiosa «Hall of fame». Così ha deciso l'associazione Usa fondata nel 1939 che ha organizzato, il 23 luglio, un gala al Marriott Renaissance Center di Detroit, nello stesso grattacielo che ospita il quartier generale di Gm e a una cinquantina di chilometri da Auburn Hills, sede americana di Fca dove ha l'ufficio Sergio Marchionne, suo successore alla guida del Cavallino, e impegnato proprio in quei giorni a seguire l'iter della quotazione di Ferrari. Il nome di Montezemolo si aggiunge a quelli di altri sei italiani, tra i quali due, in particolare, gli hanno fatto da maestro: Enzo Ferrari e Gianni Agnelli, entrati rispettivamente nella «Hall of fame» nel 2000 e nel 2002. Gli altri sono: Nuccio Bertone (2006), Ettore Bugatti (2000), Giorgetto Giugiaro (2002) e Sergio Pininfarina (2007).

La motivazione ufficiale per Montezemolo: «Ha riaffermato il prestigio del marchio restituendo alla Scuderia Ferrari il dominio sul campionato internazionale e affermando al tempo stesso il brand Ferrari come potenza globale». «Sono onorato per questo importante riconoscimento - il commento di Montezemolo all' Ansa - e mi piace dedicarlo alle persone meravigliose e competenti con le quali ho lavorato a Maranello». E il pensiero corre subito a «Michael Schumacher, il più grande pilota della storia di Ferrari».