Moody's boccia 82 banche europee

Moody's rimette nel mirino le banche europee e boccia le prospettive (outlook) di 82 istituti di credito portando i casi «negativi o sotto esame» dal 39% al 70 per cento. Non va bene all'Italia con quattro banche colpite. Ma va peggio alla Germania con 12 istituti finiti «in negativo» (tra cui Commerzbank), alla Francia (10 tra cui Bnp Paribas, Crédit Agricole e Société Générale), all'Austria (8) e alla Svezia (5). Sul fronte interno, nel giorno dell'assemblea di Bankitalia, l'agenzia americana ha acceso una spia su un poker di istituti finanziari: Unicredit, Banco Popolare, Iccrea BancaImpresa e Banca Italease. Per Unicredit e Iccrea Bancaimpresa l'outlook precedente era stabile, mentre per Banco Popolare e la sua controllata si tratta di una bocciatura peggiore visto che le prospettive erano positive. Nuove pagelle in cui i «cartellini gialli» di Moody's hanno fatto salire il conto degli istituti italiani con prospettive negative a 19, ovvero il 76% del totale nazionale. Confermate, invece, le prospettive su 18 banche, tra cui l'italiana Intesa Sanpaolo. E i rating di lungo termine di un centinaio di banche dell'Ue, Norvegia e Lietchtenstein. Una decisione che, rispetto al passato, non è legata questa volta alla difficile condizione economica del Paese - per altro considerato, dopo i risultati elettorali, più stabile da molte banche d'affari - ma all'adozione delle nuove norme europee, incluso il meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie: sistema che scarica i rischi principalmente su azionisti e obbligazionisti subordinati alleggerendo il costo sostenuto dallo Stato e quindi dai contribuenti. A livello azionario, le revisioni di Moody's non hanno comunque danneggiato i titoli a Piazza Affari. Dopo un inizio in territorio negativo, il titolo Unicredit ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,19% a 6,39 euro e il Banco popolare si è spinto a 14,15 euro, guadagnando il 3,89 per cento.
La mossa (in parte attesa) segue, infatti, quelle simili adottate anche da Standard & Poor's in aprile e Fitch a marzo.
Nel complesso, a prevalere sull'andamento dei titoli, sono state le parole del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nelle quali gli analisti hanno letto la richiesta di rafforzare l'autonomia tra istituti di credito e fondazioni. Sempre ieri, in un report a parte sulle banche italiane, Equita ha confermato il sovrappeso sul settore in generale con i prossimi catalyst che dovrebbero essere i risultati del secondo trimestre e l'AQR (asset quality review) della Bce in calendario a ottobre.
Equita si spinge anche a individuare cinque titoli preferiti: Unicredit, Banca Popolare di Milano, Banca Mps, Credito Valtellinese e Mediobanca. Su tutte e cinque il giudizio degli analisti milanesi è buy (comprare). «Tutte le banche stanno mostrando un aumento della propensione al rischio - spiegano gli analisti - soprattutto relativamente ai mutui retail, che si traduce in una crescita a due cifre dei nuovi mutui nel secondo trimestre 2014 (dal +10% di Bper al +40% di Ubi). Un sostegno addizionale dovrebbe essere fornito dall'ulteriore riduzione del costo del finanziamento».